Da un divano a un ripostiglio

venerdì 28 Gennaio 2011


Tolstoj usava sempre dire a Čechov che il suo teatro non valeva nulla. Le sue commedie erano amorali. Non offrivano mai una soluzione ai più alti problemi dell’esistenza. I suoi ero i non facevano mai altro che andare da un divano a un ripostiglio e da un ripostiglio a un divano. I suoi racconti invece li trovava stupendi.

[Anton Čechov, Vita attraverso le lettere. Profilio biografio e scelta a cura di Natalia Ginzburg, traduzione di Giliola Venturi e Clara Coïsson, Torino, Einaudi 1989, p. XLIX]