Di diventare cieco

giovedì 5 Maggio 2022

senza che lui se ne accorga
pulisca i suoi occhiali ha detto
lo faccia ogni giorno
perché lui non li pulisce e crede
di diventare cieco

[Thomas Bernhard, Ritter, Dene, Voss, traduzione di Luigi Reitani, Macerata, Quodlibet 2021, p. 24]

Senza testa

venerdì 23 Luglio 2021

noi camminiamo per lunghi periodi senza testa… noi attraversiamo di corsa intere epoche stoiche, in certi casi, come stiamo vedendo, interi mezzi secoli, anzi interi secoli, senza avere la testa…

[Thomas Bernhard, Ungenach. Una liquidazione, traduzione di Eugenio Bernardi, Milano, Adelphi 2021, p. 13]

Nessuno

domenica 21 Febbraio 2021

Nessuno ragiona più lucidamente di un ragazzo tra i sette e i quattordici anni.

[Thomas Bernhard, Peter Hamm, Una conversazione notturna, traduzione di Elsbeth Gut Bozzetti, Pesaro, Portatori d’acqua 2020, p. 23]

Una storia

giovedì 20 Agosto 2020

Nel mio lavoro, quando qua e là si formano i primi segni di una storia, o quando in lontananza vedo spuntare da dietro una collina di prosa l’accenno a una storia, gli sparo.

[Thomas Bernhard, Midland a Stilfs, traduzione di Giovanna Agabio, Milano, Adelphi 2020, quarta di copertina]

Scritto in occasione della festa nazionale austriaca del 1977

martedì 7 Gennaio 2020

Thomas Bernhard, Sur les traces de la vérité

L’epoca attuale è per me la più repellente, la più impietosa che il mondo abbia mai sperimentato, e l’Austria ne costituisce, continuamente, la prova più clamorosa. Svegliarsi in Austria equivale a entrare in un’atmosfera soffocante fatta di ostilità alle cose dell’intelletto e di insensibilità grossolana, di stupidità e di villania.

[Thomas Bernhard, Sur les traces de la verité, Paris, Gallimard 2013, p. 168]

Successo

mercoledì 27 Novembre 2019

Quale dei suoi libri già pubblicati ha avuto più successo?
Nessuno dei miei libri pubblicati ha avuto «più successo».

[Domani, e dopodomani, all’Università di Milano, c’è un convegno su Thomas Bernhard (clic)]

L’arte

venerdì 16 Marzo 2018

Dunque l’arte è senza dubbio quella di sopportare l’insopportabile e di non sentire ciò che è orribile come tale, cioè orribile. Definire quest’arte come la più difficile, è ovvio. L’arte di esistere contro i fatti, dice Oehler, è l’arte più difficile. Esistere contro i fatti significa esistere contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile, dice Oehler. Se noi non esistiamo costantemente contro, ma solo costantemente con i fatti, dice Oehler, andiamo a fondo in brevissimo tempo. Il fatto è che la nostra esistenza è un’esistenza insopportabile e orribile, se esistiamo con questo fatto, dice Oelher, senza esistere contro questo fatto, andiamo a fondo nel più miserabile e nel più comune dei modi; nulla quindi dovrebbe essere più importante per noi di esistere costantemente, anche se solo nel, tuttavia al contempo contro il fatto di un’esistenza insopportabile e orribile. Il numero di possibilità di esistere nel (e con il) fatto dell’esistenza insopportabile e orribile è uguale a quello di esistere contro l’esistenza insopportabile e orribile, e quindi nel (e con il) e al contempo contro il fatto dell’esistenza insopportabile e orribile.

[Thomas Bernhard, Camminare, traduzione di Giovanna Agabio, Milano, Adelphi 2018, pp. 16-17]

Camminare

mercoledì 14 Marzo 2018

Se non sbaglio è uscito oggi, e, se non sbaglio, Thomas Bernhard ha detto (a Daniele Benati) che era il suo libro (nel senso di libro di Thomas Bernhard) che gli piaceva di più, tra quelli che aveva scritto lui (Thomas Bernhard).

Una domanda e una risposta

lunedì 4 Aprile 2016

Thomas Bernhard, Sur les traces de la vérité

Quale dei suoi libri già pubblicati ha avuto più successo?

Nessuno dei miei libri pubblicati ha avuto «più successo».

[Thomas Bernhard, Sur les traces de la verité, Paris, Gallimard 2013, p. 163]

Proibizione

lunedì 21 Dicembre 2015

Thomas Bernhard, Sur les traces de la vérité

Proibizione

Ho proibito al mio editore tedesco Unseld, con effetto immediato, di distribuire i miei libri in Austria, e questo per l’intera durata legale del diritto d’autore, cioè da oggi a settantacinque anni dopo la mia morte. Questa proibizione vale per la totalità del territorio austriaco e per la totalità dei miei libri.
Dal momento che l’interesse che lo Stato austriaco ha per le mie opere si limita da decenni a trascinarci periodicamente in tribunale, la mia decisione è solo logica.
Non è infatti la prima, ma la quarta volta che mi si fa, come scrittore, uno di quei processi risibili e interminabili di cui si rende responsabile questo Stato. Non fosse che per riguardo al mio stato di salute, non mi posso permettere tali processi umilianti e degradanti che non sarebbero possibili in alcun altro Stato dell’Europa centrale.

THOMAS BERNHARD

[Thomas Bernhard, Sur les traces de la verité, Paris, Gallimard 2013, p. 273]