La vivificanza

lunedì 22 Maggio 2023

Ieri a Torino ho parlato della prima poesia di Chelebnikov che ho letto nella mia vita, nella biblioteca Guanda di Parma, nel 1991, forse, e ho detto che, di quel momento lì, io mi ricordo tutto, e mi succede sempre quando incontro dei libri potenti, che il fatto di essere dentro nel libro non annulla il mondo, ma fa diventare il mondo più mondo. Una mia amica, dopo la lettura, mi ha ricordato che, la prima volta che ho parlato di questa cosa in un libro (Pancetta) la chiamavo la vivificanza.
E a me è tornato in mente, per l’ennesima volta, quel che ha detto Viktor Šklovskij a Serena Vitale. «Cosa facciamo nell’arte? Resuscitiamo la vita. L’uomo è così occupato dalla vita che si dimentica di viverla. Dice sempre Domani, domani. E questa è la vera morte. Qual è, invece, il grande successo dell’arte. È la vita. Una vita che si può vedere, sentire, vivere in modo palpabile».
Buongiorno.

A Carpi

lunedì 3 Giugno 2019

Ieri, a Carpi, alla festa del racconto, con Alessandro Beretta, alle 12 e 30 parlavamo della Grande Russia portatile nel chiostro di San Rocco. C’erano venti file di sedie, le prime quattro all’ombra, le altre al sole. I posti all’ombra erano tutti occupati, quelli al sole tutti liberi e la maggior parte della gente era in piedi, all’ombra, sotto il portico. Gli abbiamo detto di prendersi le sedie e di sedersi lì, sotto il portico, e abbiamo fatto la nostra presentazione. Alla fine mi son dimenticato di dire alle (bravissime) (e simpaticissime) organizzatrici (una è una mia amica) di prevedere, l’anno prossimo, per le presentazioni che si fanno al chiostro di San Rocco, una sala alternativa in caso di bel tempo. Le mando adesso questo post (alla mia amica). E basta.