La macchia di vino

mercoledì 5 Dicembre 2018

Mi ricordo che in una delle sue lettere, uno dei miei amici che era emigrato negli Stati Uniti mi chiedeva se credessi che la macchia di vino sulla fronte di Gorbačëv fosse veramente dovuta alla vodka.

[Patrik Ourednik, Année vingt-quatre, Paris, Allia 2018, pp. 156-157]

Come nacque la Francia

lunedì 3 Dicembre 2018

A scuola l’istitutore ci ha insegnato come nacque la Francia. Pochi sono al corrente.

I romani attaccarono i Galli che si batterono valorosamente, ma i Romani, essendo più civilizzati, furono i più forti e presero la Gallia. I Galli, i Romani e i Franchi erano lavoratori e intelligenti.

Più tardi, i Francesi inventarono la Galanteria e la Rivoluzione. Si batterono con bravura contro i nemici della nazione ma restarono attenti ai desideri delle donne.

[Patrik Ourednik, Histoire de France À notre chère disparue, Paris, Allia 2014, p. 8]

Benvenuti

domenica 18 Novembre 2018

Mi ricordo che il ventidue o ventitré agosto del 1968 ero in fila al forno di Piazza Strossmayer e che dopo due ore mi avrebbe dovuto sostituire mia sorella. Mi ricordo che non è arrivata, che me ne sono andato e che poi a casa mi hanno sgridato.

Mi ricordo che me ne sono andato dalla fila soprattutto perché prima di pranzo volevo avere il tempo di leggere le scritte sui muri. Mi ricordo delle scritte Via gli occupanti, Dubček, non arrenderti e Con l’Unione sovietica per l’eternità, ma nemmeno un secondo di più. Mi ricordo anche la scritta Un elefante non può ingoiare un riccio, che non avevo capito del tutto, e un’altra che mi piaceva molto, Compratevi una paletta, è arrivata un’epoca di merda.

Mi ricordo una battuta: Si incontrano due tizi. Uno dice: “Brežněv è in ospedale”. L’altro gli chiede: “Come mai?”. E il primo gli fa: “È inciampato in un martello e gli si è infilata la falce nel culo”.

Mi ricordo un’altra battuta sotto forma di indovinello: “Perché quest’anno a Mosca non si è tenuta la parata militare? — Perché tutti i soldati che avevano gli scarponi si trovano in Cecoslovacchia”.

Mi ricordo una storiella secondo la quale nella redazione di un giornale avevano cacciato il correttore di bozze perché nel programma della radio non aveva individuato un errore: invece di “programma su V. I. Lenin” nella rubrica era comparso “prodramma su V. I. Lenin”.

Mi ricordo una storiella secondo la quale il direttore della prigione di Praga aveva passato un guaio perché aveva fatto mettere sul portone la scritta “Benvenuti!” in occasione della visita ufficiale di una delegazione dall’URSS.

[Patrik Ourednik, Anno 24, traduzione di Alessandro Catalano, il testo completo è qui: clic]

Domani

sabato 17 Novembre 2018

A me piace molto presentare i libri di Patrik Ourednik perché decide lui quello che devo dire e quello che devo leggere, mi manda la scaletta e io non devo far niente, solo andare lì a sentire com’è bravo. Domani, al Castello sfrozesco, a Milano, alle 10 e 30, c’è anche Alessandro Catalano.

18 novembre – Milano

lunedì 15 Ottobre 2018

Domenica 18 novembre,
a Milano,
al castello sforzesco,
in sala Weil Weiss,
alle 10 e 30,
con Patrik Ourednik
e Alessandro Catalano
parliamo di
Istante propizio, 1855.

E l’anarchia?

lunedì 10 Settembre 2018

A Mantova, per l’incontro con Patrik Ourednik, ho letto la quarta di copertina che avevo scritto per l’uscita di Istante propizio, 1855 per la casa editrice :duepunti, che è questa qua:

Riassunto del libro:
È bella l’anarchia?
È bellissima.
È possibile?
Non è possibile.
È meno bella per il fatto di non essere possibile?
Non è meno bella.

[credo che Ourednik presenti Istante propizio oggi a Pordenone (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Degli scrittori

domenica 9 Settembre 2018

Più ci sono scrittori, più c’è esasperazione. O sono scadenti: la loro nullità ci affligge; oppure son bravi: quello che dicono ci opprime.

[Patrik Ourednik, La fine del mondo sembra non sia arrivata, traduzione di Andrea Libero Carbone, Macerata, Quodlibet 2018, p. 95]

La storia è benevola

sabato 8 Settembre 2018

Alla fine dell’incontro con Patrik Ourednik al festivaletteratura, nell’aula magna dell’università di Mantova, una signora ha chiesto, a Ourednik, a Alessandro Catalano e a me: «Questo incontro si intitola “La storia è anche benevola, distrugge quanto più può”, cosa ne pensate voi di questo titolo?».
Io ho riposto che non lo sapevo, che l’incontro si intitolava così, che pensavo che fosse una presentazione del lavoro di Ourednik al pubblico italiano; Catalano ha detto che anche lui, non lo sapeva, che l’aveva scoperto in quel momento, che l’incontro si intitolava così. Ourednik ha risposto: «Questo è un titolo che l’ha pensato un intellettuale».
E con questa parole è finito l’incontro con Patrik Ourednik al festivaletteratura, nell’aula magna dell’università di Mantova.

8 settembre – Mantova

sabato 8 Settembre 2018

Sabato 8 settembre,
a Mantova,
al Festivaletteratura,
alle 16 e 45,
nell’aula magna dell’univeristà,
La storia è anche benevola,
distrugge quanto può,
con Patrik Ourednìk e Alessandro Catalano,
costa 6 euro.

Licenze

lunedì 27 Febbraio 2017

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L’altro giorno, ero a Firenze, una ragazza che si chiama Cassandra mi ha detto che lei, una volta, aveva letto a un bambino una poesia di Gianni Rodari e in questa poesia c’era scritto «Ma però», e il bambino le aveva detto «Ma, ma però non si può dire», e lei aveva detto «Eh, ma Rodari, è un poeta, ha la licenza poetica», e il bambino ci aveva pensato un po’ poi le aveva chiesto «E quanto costa, questa licenza?». Ecco, io non lo so, quanto costa, la licenza poetica, ma credo che lo sappia Patrik Ourednik, che è un signore di Praga che sul finire del secolo scorso ha scritto un libretto intitolato Europeana. Breve storia del XX secolo, che, anche se non è un libro di poesia, è una specie di libro di storia, come libro di storia è il libro di storia più licenzioso che io conosca.
Europeana, che è stato appena pubblicato per la collana Compagnia extra della casa editrice Quodliblet, è organizzato proprio come un libro di storia, come quelli che studiavamo alle superiori, con, di fianco, i titoletti, ma son titoletti stranissimi. A un certo punto in Europeana si legge: «Nel XX secolo il sesso ha acquisito una grande importanza in Europa e a poco a poco è diventato importante più della religione e quasi quanto il denaro e tutti volevano accoppiarsi in modi diversi perché il desiderio restasse intatto e gli uomini si cospargevano il membro virile di cocaina per prolungare l’erezione. E dopo la Seconda Guerra Mondiale si cominciarono a vedere nei film delle scene in cui i protagonisti si accoppiavano mentre questo era stato considerato fuori luogo perché molti avevano sentimenti religiosi e di solito l’atto sessuale era suggerito dall’inquadratura di un letto o di una pendola o del cielo oppure lo schermo diventava nero di colpo. E le donne volevano raggiungere l’orgasmo più spesso e gli uomini erano nervosi e si facevano psicanalizzare per scoprire se magari non avessero subito nell’infanzia un trauma che poi avevano rimosso. La psicanalisi fu inventata nel 1900 da un neurologo viennese che voleva studiare i processi psichici e fare diagnosi basandosi sull’inconscio dei soggetti e che affermò che la nevrosi e l’isteria ecc. erano sintomi di traumi sessuali che risalivano all’infanzia e inventò concetti e metodi nuovi come coazione a ripetere e spostamento e complesso che poteva essere di castrazione o di Edipo. E nel 1938 si recò a Londra per sfuggire ai nazisti e le sue quattro sorelle morirono in un campo di concentramento. E appena il paziente apprendeva l’origine della sua angoscia si sentiva già meglio perché era normale essere angosciati e restava soltanto da scoprire quale fosse l’origine dell’affezione. I comunisti dicevano che i membri di una società comunista non avevano bisogno del sesso perché il piacere più alto per l’uomo proviene dal lavoro di cui poteva essere fiero mentre nel capitalismo i lavoratori sfruttati non traevano alcuna gioia dal loro lavoro e dovevano fare ricorso a dei succedanei. E dicevano che senza coscienza di classe l’atto sessuale non poteva procurare nessuna soddisfazione anche se fosse stato ripetuto all’infinito e temevano che se la gente avesse cominciato a farsi psicanalizzare e a fare ricorso a dei succedanei la coesione del blocco socialista sarebbe stata minacciata. E desideravano che la gente non leggesse libri degenerati e decadenti e che non portasse abiti vistosi o tagli di capelli stravaganti o che masticasse gomme ecc. La gomma da masticare fu inventata da un farmacista americano e commercializzata in Europa a partire dal 1903 ma si diffuse soltanto negli anni Cinquanta e Sessanta grazie ai giovani che la masticavano per esprimere il loro disaccordo con la società dei consumi e non avevano ancora otturazioni nei denti» (la traduzione è di Andrea Libero Carbone).
È come se il redattore di Europeana fosse uno che maneggia la storia con una certa proprietà, cioè che conosce bene il novecento, ma è come se avesse perso la scala dei valori, cosa che lo porta a mettere sullo stesso piano la scoperta della psicanalisi, i campi di concentramento e l’invenzione della gomma da masticare. La prima volta che ho letto Europeana ho pensato che fosse stato scritto da uno storico con l’esaurimento nervoso poi, quando ho incontrato Ourednik, mi è sembrato che non avesse nessun esaurimento nervoso e gli ho detto che sembrava che quel libro lì non l’avesse scritto lui, e lui, mi ricordo, mi ha detto che questo lo considerava uno dei più grandi complimenti che si potessero fare al libro. Tornando ai titoletti, i titoletti del pezzo citato in questo articolo sono «Problemi di erezione», «Coazione a ripetere» e «Coesione del blocco socialista». Ourednik ha raccontato una volta che all’editore americano di Europeana era venuto il dubbio che questi titoletti fossero superflui e aveva chiesto l’autorizzazione a pubblicare il libro senza i titoletti e Ourednik gli aveva risposto: «Per niente al mondo. Al limite – gli aveva detto – tolga il testo».

[Uscito ieri sulla Verità]