Chissà

martedì 16 Maggio 2023

Mi stupisco sempre quando penso che ho cominciato a scrivere al numero 3 di via Caduti di Montelungo, tra largo Dispersi dell’Egeo, viale Dispersi e Morti in Russia, via Martiri di Cefalonia e via Anna Frank, che era il posto ideale, tra tutte le strade di Parma, per cominciare a scrivere. E, poi non è vero, ma ho l’impressione che il fatto che, io insegno traduzione editoriale dal russo alla Iulm di Milano, il fatto che facciamo lezione al piano meno uno, in un sottosuolo, ecco poi non è vero, ma secondo me insegnare a tradurre è meglio farlo in un sottosuolo, che al quarto piano. Magari mi sbaglio.

[Parte del discorso sulla traduzione che faccio il 20 maggio a Torino, forse]

In realtà

venerdì 5 Maggio 2023

In realtà, io continuo a farmi una domanda superflua: cos’è meglio, una felicità da quattro soldi, o delle sofferenze inaudite? Eh? Cos’è meglio?

[Non smettevamo di parlarne, di Memorie del sottosuolo, a Un’altra vita, corso della scuola Karenin, stanotte]

Dostoevskij

lunedì 5 Settembre 2022

«Lei non è Dostoevskij» aveva detto la cittadina disorientata dal discorso di Korov’ev.
«E come fa a saperlo? Come fa a saperlo?» aveva risposto lui.
«Dostoevskij è morto» aveva detto la cittadina come se non ne fosse del tutto sicura.
«Protesto!» aveva esclamato Korov’ev con decisione «Dostoevskij è immortale!»

Michail Bulgakov

[Domani, 6 settembre, esce la mia traduzione di Memorie del sottosuolo per Garzanti]

Sottosuolo

lunedì 1 Agosto 2022


Io son poi da solo, e loro sono tutti.

[La mia traduzione di Memorie del sottosuolo esce il 9 settembre per Garzanti]

14 ottobre – Torino

mercoledì 13 Ottobre 2021

Giovedì 14 ottobre,
a Torino,
al Salone del libro,
sala granata,
13 e 15,
Memorie del sottosuolo,
di F. M. Dostoevskij.

Sottosuolo

venerdì 21 Maggio 2021

Simone Tempia comincia con Memorie del sottosuolo la sua rubrica su Pannunzio Magazine (grazie!): clic

Un uomo malato

giovedì 13 Maggio 2021

Per il bicentenario di Dostoevskij ho letto, per lo CSAR (Centro Studi sulle Arti della Russia) l’inizio della mia traduzione delle Memorie del sottosuolo: Clic

Antipatico

lunedì 15 Febbraio 2021

Uno sospettava di stare molto antipatico a un suo conoscente di nome Simonov, ma andava comunque a trovarlo perché non ne era del tutto sicuro.

[Da Memorie del sottosuolo]

7 febbraio – Writers

domenica 7 Febbraio 2021

Domenica 7 febbraio,
alle 19 e 35,
su www.writersfestival.it,
parlo, per 10 minuti,
dell’uomo del sottosuolo e
di Oblmov
(il programma è qui:
clic)

Nel caso in cui venga il desiderio di abbracciare il genere umano

martedì 12 Gennaio 2021

Non sono mai stato capace di fantasticare per più di tre mesi senza cominciare a sentire il bisogno di precipitarmi in mezzo alla gente. Precipitarmi in mezzo alla gente, per me significava andare a far visita al mio capufficio, Anton Antonyč Setočkin. È l’unico mio conoscente col quale sia rimasto costantemente in contatto per tutta la vita, e io stesso mi stupIsco adesso di questa circostanza. Lo andavo poi a trovare solo quando cominciava un periodo in cui i miei sogni mi avevano reso talmente felice che bisognava assolutamente correre ad abbracciare gli uomini e tutto il genere umano; e per fare ciò bisognava avere almeno una persona a disposizione, che esistesse davvero. Da Anton Antonyč bisognava, tuttavia, andare al martedì (il suo giorno), di conseguenza, anche la necessità di abbracciare il genere umano bisognava posticiparla al martedì successivo. Abitava, questo Anton Antonyč, ai Cinque angoli, al terzo piano, in quattro camerette una più piccola dell’altra con l’aspetto più economico che si possa immaginare e un colore giallastro. C’erano con lui due figlie, e una loro zia che versava il tè. Delle figlie, una aveva tredici anni, l’altra quattordici, avevano tutte e due il naso schiacciato e mi mettevano terribilmente in imbarazzo perché si sussurravano continuamente delle cose e ridacchiavano. Il padrone di casa di solito stava nello studio, seduto su un divano di cuoio davanti a un tavolo, con un ospite dai capelli grigi, un impiegato del nostro o di un altro ministero. Più di due o tre ospiti, e sempre gli stessi, non li avevo mai visti, lì. Si parlava di tasse, di dibattiti al Senato, di stipendi, di promozioni, di sua eccellenza, dei mezzi per piacergli eccetera eccetera. Io avevo la pazienza di stare seduto davanti a queste persone come uno stupido per quattro ore e di ascoltarli senza osare e senza essere capace di dire niente. Mi instupidivo, cominciavo a sudare, la paralisi mi minacciava; ma questo andava bene ed era utile. Tornato a casa, mettevo da parte per un po’ il mio desiderio di abbracciare il genere umano.