Un novemestrale

domenica 3 Ottobre 2010

accalappia

Ricevo dal Comune di Comabbio un verbale che mi contesta una infrazione per eccesso di velocità. Leggo: velocità indicata sulla risultanza fotografica km/h 1.339. Il verbale dice anche che la perfetta funzionalità dell’apparecchiatura è stata verificata prima dell’uso…
Carlo P., Milano

[L’accalappiacani, Novemestrale di letteratura comparata al nulla. Numero 5. Almanacco dell’anno scorso, cit., p. 40]

Un novemestrale

venerdì 1 Ottobre 2010

accalappia

Lui subito l’aveva presa sul ridere ma io gli avevo detto che non ridevo mica tanto, mi vedi ridere per caso? gli avevo detto. E poi avevo cominciato a offenderlo, a dire che la sua materia non contava un cazzo, che era ora che ci desse un taglio di parlare così tanto ai consigli di classe dato che la sua materia non contava niente. Dopo, siccome tutti stavano dalla sua parte, è venuto fuori un polverone. Io allora ero solo supplente e lui aveva non so quanti anni di anzianità, che era perfino diventato vicepreside, si chiamava Ballonaz. Ce li avevo tutti contro, che modo di parlare è questo, moderiamo il linguaggio, dicevano. E io a dire: Insegna una materia che non conta una minchia, che stia zitto, no? Dopo, in quella scuola, non mi ha più parlato nessuno, e quando sono andato sotto a una macchina, non sono neanche venuti a trovarmi all’ospedale.
L. P.

[L’accalappiacani n. 5. Almanacco dell’anno scorso, cit., pp. 59-60]

30 settembre – Bologna

giovedì 30 Settembre 2010

bonino

Giovedì 30 settembre
alle ore 21,
a Bologna,
alla libreria Amabasciatori,
in via degli Orefici,
presentazione del numero 5
dell’Accalappiacani,
con un po’ dei redattori
dell’accalappiacani
e forse anche degli altri.

Novemestrale

domenica 26 Settembre 2010

acclappia5fronte

Gentile direttore,
l’ 11 ottobre ho invitato un gruppo di amici a cena in un locale molto rinomato sopra la Grotta di Villazzano forte e sicura del fatto che li avrei piacevolmente sorpresi visto che conoscevo bene il posto e, anzi, molte altre persone erano clienti abituali, tanto che la proprietaria, una volta seduti ci ha detto «vedo facce note»! Di sicuro non ho sbagliato con la bontà dei piatti, però… che figuraccia con le porzioni! Quelle che le cameriere e la titolare portavano al tavolo erano porzioni da «nouvelle cusine» che mi sarei aspettata da ristoranti siti in Piazza Duomo o eventualmente, avvicinandomi alla categoria con cui è classificato il locale in questione nella famosa Malga Panna, ma non certo in questo locale in mezzo ai boschi, sopra la città! Certo da parte mia devo dire che mettere d’accordo in fatto di gusti dieci persone non è stato semplice e ci abbiamo messo un po’ per decidere un tris di primi che andasse bene a tutti, ma credo sia inevitabile con tante persone e tanti piatti a disposizione e soprattutto che – questo – faccia parte del lavoro nella ristorazione! Ma torniamo alle porzioni presentate, oggetto del reclamo. Io mi sono fermata ai due primi e cioè ai tortelli speck e noci (per la precisione due pezzi) e ai tagliolini con le verdure (approssimativamente 60 grammi). Procedendo tre persone hanno ordinato gli agnolotti al porro e altre sei i ravioli con il radicchio. Probabilmente per un malinteso o per il forte vociare proveniente dagli altri tavoli al tavolo ne sono arrivate cinque porzioni e quando abbiamo riferito la cosa alla proprietaria, questa si è girata, ha guardato il piatto di portata, poi noi e ha affermato chiaramente: «Beh, è una porzione da 5, ma potete tranquillamente mangiarli in 6 perché tanto sono molto grandi». Morale? I ravioli certo erano grandi (2.5 cm) ma aihmè erano 5 e all’idea di doverne dividere uno a metà perdendo il suo prezioso contenuto, la sesta persona – vuoi per galanteria o meno – ci ha rinunciato lasciando il raviolo intero! Continua a leggere »

Un novemestrale

giovedì 23 Settembre 2010

acclappia5fronte

Noto sempre più spesso l’uso del termine anziano, anche riferito a persone sotto i 70 anni. Considerando l’aspettativa media di vita in Italia e il futuro allontanamento dal lavoro in età sempre più avanzata, credo che l’utilizzo di questa parola sia da ritenere offensiva soprattutto verso persone che non si conoscono neppure.
Ardengo A.

Con la presente sono a comunicarle, in merito all’articolo uscito ieri a pagina 9 della Gazzetta di Modena, relativo all’aggressione di una signora nel piazzale antistante le piscine, che in quella fascia oraria le piscine Dogali erano chiuse, quindi la signora non poteva uscire dall’impianto proprio perché chiuso. Cordiali saluti.
Silvia D.

[L’accalappiacani. Novemestrale di letteratura comparata al nulla, Numero 5, Almanacco dell’anno scorso, settembre 2009, pp. 36, 38]

Una copertina

venerdì 16 Luglio 2010

clic

[Esce a settembre]

Ещё раз

giovedì 17 Giugno 2010

accalappia-5

«Libero». Parola di alto significato; figlia di «libertà» dono supremo desiderato da tutti gli esseri viventi. Ebbene, nel caso specifico che mi accingo a presentare, essa appare (e non soltanto a me) priva di valore, se non addirittura antitetica, perché usata in un contesto abnorme. Ora mi spiego! Nel maggio 2007 ebbi la ventura di perdere la mia cara moglie. Rinnovata la carta d’identità, dopo averla controllata mi accorsi con stupore e con estrema mestizia di ritrovarmi «libero». Allora mi son subito chiesto: libero da che cosa e da chi? Dalla schiavitù, di potermi risposare o di trascorrere la fase finale della mia esistenza nella più completa solitudine? Ma a chi è venuta questa stramba idea di sostituire la giusta definizione di «vedovo» che ti lega ancora spiritualmente al ricordo della compagna della tua vita? Perché non è stata data la possibilità di scelta? «Libero» può andar bene a un divorziato, anche a uno scapolo oggi che non c’è più la tassa sul celibato, ma non a chi desidera conservare la memoria della compagna scomparsa. Ed è per questo motivo che il termine «vedovo» lo trovo, anche se funereo, più acconcio dell’impropria definizione di «stato libero».
Antonio M.

[Dal materiale per il numero cinque dell’Accalappiacani – Almanacco dell’anno scorso]

Un’altra ancora

martedì 15 Giugno 2010

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Come tutti gli anni il primo gennaio ho aperto la busta dove avevo sigillato un mensile di astrologia del dicembre 2007 contenente le previsioni per il 2008. tra le profezie, per la maggior parte del tutto generiche, possiamo trovare: buona annata per Prodi, difficoltà per Berlusconi, Walter Veltroni “ricoprirà un ruolo politico più incisivo” e una investitura politica di rilievo per Casini.
Per l’Italia era previsto un netto miglioramento del debito pubblico e, per l’economia mondiale, una tangibile ripresa e una corsa ai fondi d’investimento. Nessun cenno alla crisi delle banche, all’elezione di Obama né alla guerra in Medio Oriente. Per il segno di mia suocera era previsto un 2008 in gran forma: purtroppo ci ha lasciato. Complimenti all’astrologo e, soprattutto, a chi ci crede ancora.

[Dal materiale per il numero cinque dell’Accalappiacani – Almanacco dell’anno scorso]

Un’altra lettera

lunedì 14 Giugno 2010

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Chissà se qualcuno ha voglia di andare a controllare se i tappeti e le passatoie delle chiese cattoliche del nostro Paese siano rispondenti alle norme antincendio.
Giuliano S., Milano

[Dal materiale per il numero 5 dell’Accalappiacani – Almanacco dell’anno scorso]

Una lettera

lunedì 14 Giugno 2010

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Anche oggi i tg hanno utilizzato buona parte del tempo per parlare di Obama, futuro presidente degli Stati Uniti. Ormai sappiamo tutto di lui. Oggi ci hanno detto che ha scritto alle figlie per spiegar loro quello che dovrà fare prossimamente. Visto che le bambine abitano con lui, non faceva prima a parlare con loro?
Antony

[Dal materiale per il numero 5 dell’Accalappiacani – Almanacco dell’anno scorso]