Cosa fanno in Russia con le statue di Cristoforo Colombo

venerdì 12 Giugno 2020

Lì in ospedale, tra gli altri che mi eran venuti a trovare, nel ’99, c’era anche un mio amico che si chiama Marco, e io, mi ricordo, gli avevo detto che, in ospedale, la gente mi sembrava stranissima e che succedessero delle cose stranissime, in ospedale, e lui mi aveva detto «Sì, però anche fuori».
«Fuori?», gli avevo chiesto io.
«Eh, – mi aveva detto lui, – a Mosca».
«A Mosca?», gli avevo chiesto io.
«Eh, – mi aveva detto lui, – io adesso son stato a Mosca, e a Mosca, – aveva detto, – c’è un architetto che ha fatto una statua per i 500 anni della scoperta dell’America, una statua di Cristoforo Colombo, sai come l’ha fatta? Alta, voglio dire. Cento metri. Forse anche centodieci non esagero mica. Quella statua lì l’ha presentata agli Stati Uniti, gli Stati Uniti gliel’han rifiutata. Eh, ha detto Cereteli, si chiama Cereteli, questo architetto, e adesso cosa faccio? si è chiesto. Aspetta che la presento alla Repubblica Dominicana. L’ha presentata alla Repubblica Dominicana, la Repubblica Dominicana l’han rifiutata. Eh, ha detto Cereteli, e adesso? Presentiamola a Cuba. L’ha presentata a Cuba, Cuba gliel’han rifiutata. Eh, ha detto Cereteli, e adesso? Io quasi quasi la presento alla Guinea Bissau. L’ha presentata in Guinea Bissau, Cosa c’entriamo noi con la scoperta dell’America? gli han detto la Guinea Bissau. Ah, gli ha detto Cereteli, pensavo. Ha fatto il giro di altri tre o quattro paesi sudamericani, – mi ha detto Marco, – Argentina Brasile Cile Costa d’Avorio, Cosa c’entriamo noi della Costa d’Avorio? gli han detto a Cereteli in Costa d’Avorio. E, va be’, gli ha detto Cereteli, quante storie. Anche in Guinea Bissau, le stesse difficoltà. È sempre cultura, gli ha detto. Rifiutata anche in Costa d’Avorio. È andato dal sindaco di Mosca, Cereteli, Lužkov, si chiama, – mi ha detto Marco, – Compagno Lužkov, gli ha detto Cereteli, in memoria dei vecchi tempi aiutami a risolvere questo grave problema che solo di materiale ciò settanta tonnellate di roba che non le vuole nessuno. Compagno Cereteli, dov’è il problema? gli ha detto Lužkov a Cereteli, fammi vedere un po’ questa statua, gli ha detto. Sono andati, hanno visto. Sì sì sì sì, bene bene bene, ha detto Lužkov, te la prendiamo noi. Solo, devi fare una piccola modifica. Che modifica? dice Cereteli. Tagli la testa, ci metti la testa di Pietro il grande. Così adesso a Mosca, in centro, su un isolotto artificiale della Moscova c’è un Pietro il grande al timone di una caravella che domina tutta la città tutto illuminato di notte, – mi aveva detto Marco – . Non c’è mica tanto da stare allegri, – mi aveva detto, – anche fuori».
Ecco, io, poi nel 2017, ho visto dal vivo i 98 metri di Cristoforo Colombo con la testa di Pietro il grande su un isolotto artificiale della Moscova e ho saputo che però ai moscoviti questa statua non piace molto, l’hanno offerta a San Pietroburgo, che l’ha rifiutata, e l’han poi offerta ad Arkangelsk che hanno detto che adesso ci pensano gli fanno sapere.

[Dalla Grande Russia portatile]

Ecco

martedì 5 Maggio 2020

Un’altra volta ancora, ero in giro a presentare un libro, avevo parlato di come sono diversi il russo e l’italiano, e del fatto che i primi versi dell’Onegin in Russia li capiscono anche i bambini, invece, per dire, «Ei fu, siccome immobile, / dato il mortal sospiro, / stette la spoglia immemore, / orba di tanto spiro», se lo dici a un bambino italiano chissà cosa capisce, «Adesso quando torno a Bologna voglio proprio provare», avevo detto quella volta lì.
Dopo poi ero tornato a casa, avevo preso la Battaglia, le avevo detto: «Ascolta, adesso ti dico una cosa e tu mi dici quello che capisci».
«Va bene», mi aveva detto lei.
E io le avevo detto: «Ei fu, siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore, orba di tanto spiro», e poi le avevo chiesto: «Cos’hai capito?».
E lei ci aveva pensato un po’ e poi mi aveva detto: «Che lui è lì, in piedi, che gioca a memory respirando».
Ecco.

22 giugno – Bra

sabato 22 Giugno 2019

Domenica 22 giugno,
a Bra,
alle 18 e 30,
dentro il festival Artico,
La grande Russia portatile

A Carpi

lunedì 3 Giugno 2019

Ieri, a Carpi, alla festa del racconto, con Alessandro Beretta, alle 12 e 30 parlavamo della Grande Russia portatile nel chiostro di San Rocco. C’erano venti file di sedie, le prime quattro all’ombra, le altre al sole. I posti all’ombra erano tutti occupati, quelli al sole tutti liberi e la maggior parte della gente era in piedi, all’ombra, sotto il portico. Gli abbiamo detto di prendersi le sedie e di sedersi lì, sotto il portico, e abbiamo fatto la nostra presentazione. Alla fine mi son dimenticato di dire alle (bravissime) (e simpaticissime) organizzatrici (una è una mia amica) di prevedere, l’anno prossimo, per le presentazioni che si fanno al chiostro di San Rocco, una sala alternativa in caso di bel tempo. Le mando adesso questo post (alla mia amica). E basta.

Il tempo in cui io non esistevo

domenica 2 Giugno 2019

Nei suoi disordinati taccuini, uno dei quali è stato trovato, dopo la sua morte, sotto un piede del tavolo della cucina, Venedikt Erofeev ha scritto una volta: «È irrimediabilmente passato, il tempo in cui io non esistevo».
Ecco, per me, andare in Russia, vivere in Russia, incontrare la Russia, ha voluto dire, forse, constatare che era irrimediabilmente passato, il tempo in cui io non esistevo.

[Domani, a Carpi, La grande Russia portatile, con Alessandro Beretta]

Due libri a Palermo

giovedì 2 Maggio 2019

Son venuto a Palermo a presentare due libri, Memorie di un giovane medico, di Bulgakov, e La grande Russia portatile, li ho lasciati a casa tutti e due, devo farmeli prestare, domattina.

20 marzo – Milano

mercoledì 20 Marzo 2019

Mercoledì 20 marzo,
a Milano,
Università degli Studi di Milano-Bicocca,
Piazza dell’Ateneo Nuovo 1,
edificio U6,
aula 32,
alle 15,
La grande Russia portatile

28 febbraio – Milano

giovedì 28 Febbraio 2019

Giovedì 28 febbraio,
a Milano,
alla libreria Hoepli,
in via Hoepli, 5
alle 18,
La grande Russia portatile,
con Fausto Malcovati.

22 gennaio – Torino

martedì 22 Gennaio 2019

Martedì 22 gennaio,
a Torino,
al circolo dei lettori,
in via Bogino, 9,
alle ore 21,
La grande Russia portatile.

25 anni fa

lunedì 21 Gennaio 2019

ho vissuto a Mosca quando non si trovava la carta igienica, ho visto lo studio del più grande pittore russo contemporaneo, ho fatto una fotografia nella giacca di Sergej Dovlatov, ho partecipato al primo festival d’arte d’avanguardia e delle performance di San Pietroburgo, ho fatto tutta, senza mai scendere, la transiberiana, da Mosca a Vladivostok, ho visto i soldi che distruggevano la rovina incantevole della piazza del Fieno di Dostoevskij, ho dormito su un banco del settore libri rari della biblioteca Pubblica di Pietroburgo, ho pianto nella sala di lettura numero 3 della biblioteca Lenin di Mosca, ho trovato per la prima volta il coraggio di regalare dei fiori a una donna e ho scoperto, in Russia, come mi piace l’Italia, il suo odore, e mi sono accorto, studiando russo, di che lingua meravigliosa è l’italiano: in questo libro ci sono un po’ di queste cose, e qualche altra ancora, ci sono trent’anni che hanno ribaltato il più grande paese del mondo che, miracolosamente, è rimasto il posto stupefacente che era la prima volta che ci sono andato, nel 1991.

[La grande Russia portatile, domani sera a Torino, al circolo dei Lettori]