Una mezza giornata

venerdì 28 Giugno 2019

Alle 6 e 40 mi sono svegliato, il primo pensiero è stato È impossibile che io vada a correre, stamattina; alle 7 e 10 ero giù che correvo. Proprio una coerenza.Dopo ho stirato una camicia, sono uscito senza mettermi la camicia, a metà mattinata mi sono chiesto Ma l’ho staccato, il ferro da stiro? E per due ore ho pensato che sarei tornato a casa avrei trovato la casa bruciata.

La cosa più originale che ho visto nella mia vita

giovedì 27 Giugno 2019

Giacomo Leopardi, quando comincia, in Italia, la voga della parola ‘originale’, nel senso di un individuo che non assomiglia a nessun altro, solo a se stesso, e che ha dei comportamenti singolari, o singolarissimi, Giacomo Leopardi scrive che, a guardarsi intorno, lì, nell’Italia dell’ottocento che conosceva lui, c’erano soltanto degli originali.
Erano tutti originali, i contemporanei di Leopardi.
Di conseguenza, scrive Leopardi, qualcuno che lo fosse veramente, originale, avrebbe dovuto essere uno che non fosse originale per niente.
Infatti.
Io, per esempio, quand’ero un ragazzo, che avevo quindici anni, per rendermi un po’ più originale avevo cominciato a fare la cosa che facevano, nel 1978, tutti i quindicenni che volevano fare gli originali: mi ero messo a fumare.
Mi ero sforzato un po’, i primi tempi, poi ci ero riuscito.
Dopo, quando di anni ne ho avuti 48, nel 2011, per rendermi un po’ originale, avevo fatto la cosa che allora facevano tutti, i quarantenni che volevano essere originali: avevo smesso di fumare. Mi ero sforzato moltissimo, e ci ero riuscito.
A pensarci, forse è proprio così: tutte le volte che ho avuto l’impulso a essere un ‘originale’, ho fatto delle cose uguali a quel che facevano tutti i miei coetanei che avevano, come me, la stessa pulsione a distinguersi.
Se devo pensare alla cosa più originale che ho visto nella mia vita, è stata mia nonna.
Era un periodo che ci abitavo, con mia nonna, e un pomeriggio, lei è entrata all’improvviso nella stanza dov’ero, io non me l’aspettavo, e l’ho vista, l’ho vista davvero, senza il suo imballaggio da nonna: per qualche secondo non l’ho riconosciuta e l’ho vista, e mi sono accorto che era una donna, con il sangue che le pulsava nelle vene, e è stata la cosa più originale che ho visto nella mia vita, ma non era originale lei, era il mio sguardo, che, impreparato, l’ha guardata come se la vedesse per la prima volta.
Un poeta russo, Osip Mandel’stam, scrive: «E il cielo, il cielo è il tuo Buonarroti».
Il cielo, che c’è tutti i giorni, dappertutto, a guardarlo bene, a tirar fuori quello sguardo lì, da poeta, a farsi crescere dentro la pancia una piccola macchina per lo stupore, è come un Buonarroti.
Originale.

[Articolo uscito sul numero di Uomo Vogue che è in edicola]

Una voce

sabato 22 Giugno 2019

Sono trent’anni che, tutte le mattine, io ho a che fare con una voce che mi dice Ma cosa credi fare, che sei solo una merda? Quella voce lì, secondo me, è il mio migliore amico. Adesso quasi quasi gli do un nome. Potrei chiamarla Gaspare. Ecco.

In mare

giovedì 6 Giugno 2019

Distratto, son sempre stato distratto (mia nonna mi diceva “Non trovi l’acqua in mare”), ma oggi, quando ho perso la racchetta intanto che stavo giocando a tennis, son scoppiato a ridere perché mi sembrava di aver battuto un record.

Dopo

martedì 4 Giugno 2019

Comunque giocare a tennis all’aperto, senza i tendoni, è incredibile, sembra di giocare a tennis.

Una paura

domenica 2 Giugno 2019

Quando devo lanciare un aggiornamento dell’iphone ho sempre paura che non si riaccende più.

A Parma

venerdì 31 Maggio 2019

Sul treno un ragazzo appena salito mi ha chiesto Scusi questo ferma a Parma?
Sì, gli ho risposto.
Questo qua?
Sì, gli ho risposto.
Ferma a Parma?
Sì, gli ho risposto.
E lui si è seduto.
Se me lo chiedeva un’altra volta gli dicevo di no.

Il risultato

lunedì 13 Maggio 2019

Io ci son dei periodi, che a volte durano anche mesi, che sono stupefatto dal niente che faccio; poi ci son dei periodi, che a volte durano dei mesi, che sono stupefatto dal tanto che faccio. Il risultato: che son sempre stupefatto.

Delle canzoni che non mi piacciono

lunedì 29 Aprile 2019

Non so perché, mi ricordo, da sempre, delle canzoni che non mi piacciono, come quella che fa: «Voglio ridere quando piangerai e ti dirai pensandomi: “Aveva sì ragione lui” e capirai perché». A memoria, proprio.

Ma no

lunedì 1 Aprile 2019

Ieri mattina, andando in treno a Parma, ho finito di scrivere un romanzo. E ieri pomeriggio, tornando in treno da Parma, ho pensato “Dài, andiamo avanti col romanzo”, e ho fatto per prendere il computer poi ho pensato “Ma no. L’ho finito”.