Ingravallo

giovedì 18 Febbraio 2016

Alessandro Bonino e Stefano Andreoli, Sempre cara mi fu quest'ernia al colon. Il libro dei fincipit

Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Anche se il suo vero nome era Ismaele.

[Alessandro Bonino e Stefano Andreoli, Sempre cara mi fu quest’ernia al colon. Il libro dei fincipit, Milano, Mondadori 2007, p. 188]

Le menti migliori della mia generazione

martedì 26 Gennaio 2016

Alessandro Bonino e Stefano Andreoli, Sempre cara mi fu quest'ernia al colon. Il libro dei fincipit

Ho visto le menti migliori della mia generazione
e ho pensato “Ah, andiam bene”.

[Alessandro Bonino e Stefano Andreoli, Sempre cara mi fu quest’ernia al colon. Il libro dei fincipit, Milano, Mondadori 2007, p. 31]

15 maggio – Torino

venerdì 15 Maggio 2015

Venerdì 15 maggio,
al salone del libro di Torino,
alle 11.30,
in Sala Book,
con Alessandro Bonino,
La bambina fulminante

17 maggio – Torino

venerdì 17 Maggio 2013

Venerdì 17 maggio,
a Torino,
al salone del libro,
caffè letterario,
alle 15,
si presenta La banda del formaggio,
con Alessandro Bonino

Un pezzetto

domenica 23 Ottobre 2011

Le nuove tecnologie, dicevamo, il rapporto che hanno con la narrazione, io non ne ho la più pallida idea, come si dice, perché, devo dire, non ho un’idea molto precisa neanche di cosa si intenda esattamente per nuove tecnologie, e di cosa siano in effetti parlando, cioè io per esempio, anche se qualche mese fa, insieme a un mio amico che si chiama Alessandro Bonino ho fondato una casa editrice digitale, cioè una casa editrice che fa dei libri digitali, cioè degli ebook, io, devo dire, non son mica tanto capace, di usare gli ebook, cioè se mi date in mano un lettore di ebook, di qualsiasi marca di qualsiasi piattaforma di qualsiasi tipo, io faccio fatica ad accenderlo, secondo me, e ciononostante ho fondato una casa editrice di ebook che uno potrebbe chiedersi, Ma come mai?, e io potrei rispondergli Eh, mi sembra strano anche a me.
Cioè io, tendenzialmente, se dovessi dire di me, come carattere, io, fino a poco tempo fa, cioè diciamo fino a tre anni fa, non ero così libero aperto e malmostoso come sono adesso, ero uno che con le tecnologie avevo, non so come dire, una certa prevenzione, conoscerle non le consoscevo come adesso, e in più volevo proprio starci lontano, e non solo; io mi ricordo i primi tempi che sono usciti i cellulari, i telefoni cellulari, che sarà, quanto sarà, quindici, venti anni fa, be’ io mi ricordo che per un sacco di tempo, quando vedevo uno con un cellulare, era come se fosse un offesa, uno che aveva il cellulare; non lo so come mai, avevo questa idea che quelli che usavano il cellulare non andavano bene, mi davan fastidio, come se fossero dei nemici di classe, e adesso, devo dire, ho anch’io il cellulare, ce l’ho da una decina d’anni però fino a quattro o cinque anni fa un po’, ancora, mi vergognavo, di averlo, mi giustificavo, dicevo Eh, io faccio un mestiere che ne ho bisogno, era come se questa cosa nuova, e se tutte le cose nuove, fossero per forza peggiori delle vecchie, avevo in testa quel riflesso lì, un po’ come quelli che hanno la mia età e che si lamentano che i giovani, oggi, vanno in giro con le braghe che lasciano il culo scoperto, che è vero, molti giovani, oggi, vanno in giro con le braghe che lasciano il culo scoperto. E allora?
[Dal discorso sulle nuove tecnologie letto a Parma il 22 ottobre 2011]

Temere

lunedì 13 Giugno 2011

Qui c’è un’intervista a Alessandro Bonino e a me.

L’intervista l’ha fatta Cristiano Sanna, via mail. Alla prima domanda (che è questa: In che modo il mercato degli ebook si integra con il consumo tradizionale libri nei formati cartacei?), io ho risposto così:

Non ne so molto, ne sa molto di più il mio collega, a me vengono da dire solo delle banalità: gli ebook sono più agili, e consentono di saltare dei passaggi (come la distribuzione) che implicano dei costi considerevoli. I libri sono più belli, la carta è una scoperta meravigliosa.

Sanna ha pubblicato questa cosa qua:

Su questo fronte Alessandro ne sa molto più di me. Temo di dire banalità : gli ebook sono più agili, e consentono di saltare passaggi (come la distribuzione) che implicano dei costi considerevoli. I libri sono più belli, la carta è una scoperta meravigliosa.

Ecco.

Io non so perché, in certi contesti (su certi fronti), non si può dire, per esempio, che ti vengon da dire solo delle banalità, si deve dire che temi di dire delle banalità. Io però non temevo mica niente.

[Aggiornamento: qualcuno ha corretto il testo, nel sito di Tiscali e ha tolto Temo… ecc. Benissimo.]

15 maggio – Torino

domenica 15 Maggio 2011

Domenica 15 maggio,
a Torino,
al salone del Libro,
alle ore 16,
allo Spazio Room to the future – Invasioni mediatiche,
presentazione della casa editrice Sugaman
con Alessandro Bonino,
Luciano Marrocu,
Paolo Nori
e Simona Toncelli.

La disparition

mercoledì 20 Ottobre 2010

Qualche giorno fa ho cercato in rete il prezzo dell’ebook dei Malcontenti. Siccome non l’ho trovato, ho chiesto ad Alessandro Bonino, che l’ha trovato nel sito BOL.IT. Il libro, cioè, l’ebook, il file elettronico opportunamente trattato, costava 12 euro e 99 centesimi. Ero andato a cercare questa cosa perché Alessandro aveva scritto un post (questo) in cui diceva che gli ebook del gruppo Mondadori sono illeggibili sia su kindle che su ipad che su iphone, poi ne aveva pubblicato un altro, che adesso non trovo, dove parlava di un prezzo di un ebook Mondadori che era esagerato, secondo lui. Ecco, il prezzo dell’ebook dei Malcontenti, anche secondo me era esagerato.
Io ho la fortuna che nella libreria dove vado io mi fanno uno sconto del 20 per cento, il che vuol dire che I malcontenti, che costa 16 euro, lo pago 12 euro e ottanta, cioè pagherei il libro di carta 19 centesimi in meno dell’ebook.
Ieri ho chiesto all’Einaudi come mai avevan dei prezzi così alti, e avrei voluto scrivere qui che, secondo me, di copie di ebook dei Malcontenti, da qui a un anno, secondo me, non ne avrebbero venduta neanche una, e che secondo me a giugno, quando arriveranno i rendiconti, mi sarebbe arrivato un rendiconto con scritto copie vendute zero, che è una cosa che, in questo caso, non che mi avrebbe fatto piacere, ma l’avrei capita: io, anche se il romanzo non mi dispiace, un ebook dei Malcontenti a 12 euro e 99 non lo comprerei. Solo che credo che non arriverà nessun rendiconto perchè oggi, sono andato a vedere, nel sito che mi ha segnalato Bonino dove c’era l’ebook dei Malcontenti a 12 euro e 99 (questo), adesso non c’è più niente.

Un’intervista

lunedì 10 Maggio 2010

[Sull’ultimo numero di Stilos dovrebbe esserci questa intervista di Alessandro Bonino]

Ti presenti? (chi sei, cosa fai, dove vivi e con chi, da dove vieni e dove stai andando, sei hai pesci, cani, gatti.)

Mi sembra una domanda un po’ indelicata; e ho anche l’impressione di non esser capace di rispondere. Cioè potrei dire che sono un uomo, ma sarebbe già una risposta impegnativa, che ho 46 anni, ma non vorrebbe dir niente, che vivo a Bologna, ma sarebbe vero in parte, che ho due cani, due setter, con i quali vado caccia tutte le mattine nella campagna tra Basilicanova e Santa Maria del Piano, potrei dire qualsiasi cosa, ma che senso avrebbe?

Quel che fai nella tua vita, ti piace? È quello che volevi fare?

Anche questa mi sembra una domanda un po’ indelicata. Comunque dipende dai giorni.

E la musica, c’è della musica che ti piace? Tu suoni o suonavi la tromba, lo fai ancora? E i Bogoncelli, che fine han fatto? Pensi di fare ancora qualcosa in ambito musicale?

Non è che mi piaccia un genere musicale. Non c’è una musica che mi piace. Mi piace il liscio, ma non tutto. Mi piace l’opera, ma non tutta. In generale, quello che mi vien da dire della musica, è che sono molto ignorante, in materia musicale. Suono la tromba in modo orribile. Recentemente, ho suonato la colonna sonora di un booktrailer, il booktrailer dei Malcontenti, che è un romanzo che è uscito da poco. Se uno vuol sentire come suono, può andare a sentirlo su youtube. I Bogoncelli, o, meglio, i nuovi Bogoncelli, visto che ci siamo sciolti e poi ci siamo ricomposti (con lo stesso identico organico e la stessa identica scaletta e gli stessi identici bis, perfino, abbiamo cambiato solo il nome), esisterebbero ancora, ma non ci chiamano più da un anno e mezzo circa. Faccio, o ho fatto, un po’ di cose con dei musicisti, Fabio Bonvicini, Umberto Petrin, Carlo Boccadoro, Maurizio Pisati, Antonio Zambrini, Mirco Ghirardini e il suo concerto a fiato L’usignolo, e son tutte cose che mi piacciono molto. Mi piacerebbe scrivere delle canzoni, alcune le ho scritte ma ci manca la musica, il testo di una è dentro un libro che si chiama Siam poi gente delicata.

Da cosa nasce la tua passione per l’Unione Sovietica?

Non lo so, da dove nasce. Mi vien da dire che mi piace la Russia perché piaceva a mio nonno, ma non tutte le cose che piacevano a mio nonno piacciono anche a me, allora mi vien da dire che mi piace perché è bella, e anche questa, come vedi, è una risposta insensata. Poi quando ci sono andato per la prima volta, in Russia, oltre a essere Russia era anche Unione Sovietica, e era un mondo stupefacente, era proprio una cosa che toglieva il fiato, che ti veniva da piangere a camminare per strada. Continua a leggere »

Opposti e altri discorsi

mercoledì 14 Gennaio 2009

Allora, dice Alessandro Bonino che, da ricerche che ha fatto, in Abruzzo i nipoti si chiaman nipoti, e non zii. Invece scrive Carla Martella che in Abruzzo i nipoti si chiamano zii. Poi scrive Manuela Ardingo che a lei, sua mamma, della volte, la chiama mamma. E a me mi vien da pensare che anche a me, delle volte, mia figlia mi chiama mamma, ma quello è un altro discorso.
E un altro discorso ancora è una cosa che ho sentito ieri alla scuola materna, dove c’è una bambina che, siccome ha imparato che Voglio non si può dire, a suo babbo e a sua mamma gli dice: Ti vorrei bene.