Scuola elementare.

Soddisfazioni

venerdì 28 settembre 2018

Sa, a noi è rimasta solo una soddisfazione: esagerare.

[Ivàn Turgènev, Un Amleto del distretto di Ščigry]

Momenti

venerdì 28 settembre 2018

Comunque quella cosa che diceva Chlebnikov, che ormai non basta più il diario, ci vuole il minutario, io la sperimento tutte le mattine, che tra il momento che sono a letto sdraiato a pensare a quello che non voglio fare e il momento che mi alzo a farmi il caffè c’è una differenza, non sembriamo neanche la stessa persona, forse.

I matti del Touring

giovedì 27 settembre 2018

Qualche anno fa, nel 2015, sul modello di un libro memorabile, il Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho provato a curare un libro simile, il Repertorio dei matti della città di Bologna, e ho fatto un seminario (si erano iscritti in 21) dal quale è uscito un libro, pubblicato dalla casa editrice Marcos y Marcos, che ha fatto venir voglia, a me e ai partecipanti al seminario, di organizzare delle piccole gite turistiche nei posti della stravaganza bolognese, cosa che poi non abbiamo mai fatto e approfitto dell’occasione di questa guida per indicarne ai lettori due o tre, di questi posti: se andate in zona universitaria, è possibile che incontriate questo signore di cui parla Alfonso Posillipo: «Uno passava le giornate a scroccare sigarette su via Zamboni. Quando gli davano una sigaretta non la fumava, la prendeva e la riponeva in un pacchetto che aveva in tasca. A quello a cui scroccava la ventesima sigaretta offriva il pacchetto pieno a 3 euro e 50, 4 euro se nel pacchetto c’erano almeno dieci Marlboro, specificando che erano originali e non di contrabbando. Riusciva a vendere fino a due pacchetti al giorno, il sabato anche tre. Lui non aveva mai fumato una sigaretta in vita sua».
Se andate verso la fine di via Andrea Costa, poco prima dello stadio, siete nella zona dove abita un signore di cui ha parlato Paolo Ricci: «Uno fingeva di essere suo fratello gemello. Se per caso incontrava qualche suo conoscente per strada che lo salutava lui gli rispondeva stupito ‘mi scusi signore ma io non la conosco forse si confonde con mio fratello gemello’ e il conoscente allora prontamente si scusava imbarazzato dicendo che la somiglianza era davvero notevole».
Se per caso capitate in via Bellaria, zona Mazzini forse avrete la fortuna di incrociare il tipo descritto da Milvia Comastri: «C’era un uomo, in via Bellaria, che leggeva l’elenco del telefono alla gente che passava».
Se, infine, andate in piazza Roosevelt, vicino al Tribunale, non vedrete probabilmente niente di strano, ma forse è bene che sappiate che quello è un posto particolare, come si deduce da questo caso raccontato da Angelo Fioritti: «Uno aveva fatto un incidente stradale mentre svoltava a sinistra, da via Matteotti in via Tiarini. Un motorino era andato a sbattergli sulla fiancata e gli avevano dato un concorso di colpa. L’assicurazione lo aveva retrocesso dalla classe uno alla classe cinque e lui ci era rimasto così male che per qualche settimana non era uscito con l’automobile. Poi si era detto che non poteva farne a meno, ma che non avrebbe mai più svoltato a sinistra. Ogni volta che doveva andare in un posto studiava meticolosamente l’itinerario in modo che potesse raggiungere la meta solo svoltando a destra. In breve tempo capì che poteva arrivare ovunque, al prezzo di dover fare lunghi giri, a volte partendo in direzione opposta alla meta, per poi aggiustarla a destra, poi a destra, poi ancora a destra, ma poi alla fine ci arrivava lo stesso. Dopo settimane di studio giunse alla conclusione che ogni punto di Bologna era raggiungibile da destra, tranne piazza Roosevelt».

[Nella guida verde del Touring di Bologna, ci sono un po’ di matti del Repertorio dei matti della città di Bologna, anche, se non sbaglio]

Monasteri

giovedì 27 settembre 2018

Ascanio Celestini, Matteo Bordone, Roberto Bui (Wu Ming 1), Maria Antonietta, Lisa Ginzburg, Alessandro Robecchi, Davide Enia, Fulvio Abbate, Daniele Giglioli, Roberto Camurri, Claudio Giunta, Monika Bulaj, Maurizio Bettini, Antonio Manzini, Riccardo Falcinelli, Dario Voltolini, Francesca Genti, Annalena Benini, Massimo Mantellini, Gaia Manzini, Francesca Manfredi, Andrea Mingardi, Martina Testa, Paola Gallo, Giorgio Biferali, Ginevra Lamberti, Marco Franzoso, Roberto Citran, Massimo Recalcati e Daniela Collu nelle biblioteche della provincia di Reggio Emilia dal 6 ottobre al 20 dicembre, a raccontare i libri (o le musiche, o i quadri) della loro vita per la rassegna Il monastero del proprio spirito, organizzata da Arci Reggio Emilia e Regione Emilia Romagna, immagine di Guido Scarabottolo, programma completo qui: clic
Il titolo viene da una cosa che Sergej Dovlatov ha scritto di Iosif Brodskij: «In confronto con Brodskij, – ha scritto Dovlatov – gli altri giovani anticonformisti sembrava che facessero un altro mestiere. Brodskij aveva creato un modello di comportamento inaudito. Non viveva in uno stato proletario, viveva nel monastero del proprio spirito. Non si opponeva al regime. Non lo considerava. E non era nemmeno sicuro della sua esistenza. Non conosceva i membri del Politburo. Quando sulla facciata del suo palazzo avevan montato un ritratto di sei metri di Mžavanadze (segretario del partito comunista georgiano), Brodskij aveva detto: – Chi è? Sembra William Blake».

Non è pertinente

giovedì 27 settembre 2018

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Mi si dirà che questo non è pertinente. Che me ne importa! Devo tenermi tutto dentro, io?

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 190]

Giovedì 11 ottobre, alle 10, a Milano

mercoledì 26 settembre 2018

[Allo Iulm, in via Carlo Bo, 1, a Milano (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Avere ragione

mercoledì 26 settembre 2018

Sono su un treno interregionale e sto scrivendo una cosa che dovrebbe finire con un pezzo di Ourednik che ha a che fare con la storia di quel padre di famiglia, che, quando il fratello maggiore era andato a lamentarsi del fratello minore gli aveva detto Hai ragione. Poi, quando il fratello minore era andato a lamentarsi del fratello maggiore, gli aveva detto Hai ragione. Poi, quando la moglie gli aveva detto Non puoi dare ragione a tutti e due, ci aveva pensato un po’ poi le aveva detto Hai ragione anche tu.
Ecco. Buongiorno.

Probabilmente infondata

martedì 25 settembre 2018

L’autore dei polizieschi non può dire, come quel noioso antico romano, che nulla di umano gli è estraneo; tutto gli è estraneo, tranne l’omicidio. È questo, naturalmente, il più umano dei delitti, perché immagino che a tutti sia capitato qualche volta di contemplarlo e di esserne stati distolti solo dal timore della pena o dalla paura (probabilmente infondata) del rimorso. L’assassino, invece, si è assunto il rischio davanti a cui noi abbiamo esitato, e la prospettiva della forca incombe sulle sue azioni con truce evidenza.

[W. Somerset Maugham, Declino e caduta del genere poliziesco, in Lo spirito errabondo, traduzione di Gianni Pannofino, Milano, Adelphi 2018, pp. 110-111]

Muoversi

martedì 25 settembre 2018

Ho un orologio di quelli che si usano per correre che contano anche i passi che ogni tanto, quando sto seduto per molto tempo, mi manda dei messaggi mi dice «Muoviti!».
I primi tempi mi faceva arrabbiare gli rispondevo gli dicevo «Ma che cazzo vuoi?».
Adesso invece mi sono abituato gli dico «Sì sì, adesso mi muovo».

Il suo lavoro

martedì 25 settembre 2018

Prima di scrivere, lo scrittore sceglie, nei limiti del possibile, la lingua nella quale redigerà ciò che gli sembra necessario dire. Sembra un problema semplice, invece non lo è […] Il “franciano” ci ha messo quattro o cinque secoli a separarsi dal latino e altrettanto tempo per morire e rinascere sotto le specie del francese vero e proprio […] sta di fatto che il problema del neofrancese si pone […]. Lo scrittore francese deve aiutare questo parto, il suo lavoro, la sua opera, deve essere una maieutica linguistica.

[Raymond Queneau (1955), in Gianni Poli, Invito alla lettura di Queneau, Milano, Mursia, 1195, p. 163]