Scuola elementare.

Come si somministra il premio letterario

venerdì 4 maggio 2012

Gli autori vengono coricati ciascuno sul suo letto, su materasso un po’ duro, con la testa lievemente sopraelevata e un cuscinetto sotto il bacino, le gambe semiflesse, divaricate, la camicia tirata verso lo sterno, le gambe semicoperte. Gli autori dovranno respirare tranquillamente, rilasciare i muscoli, lasciar fare con serenità. Avranno tra le gambe una bacinella.
Dopo un intervallo di consultazione, la giuria prende il premio letterario, ben lubrificato, l’inserisce improvvisamente in uno degli autori e lo spinge avanti con dolcezza. Il premio procede, in genere, senza difficoltà per 10-12 cm. Se si avverte una resistenza, si ritira alquanto il premio, lo si scuote leggermente e si ritorna a spingere con delicatezza, imprimendo all’autore qualche movimento di rotazione, fino alla totale premiazione.
Gli altri autori possono nel frattempo rivestirsi. Dopo l’operazione, il premio letterario va accuratamente lavato, asciugato e riposto.

[Juan Rodolfo Wilcock, Come si somministra il premio letterario, in Tèchne, numero 20, pp. 30-31]

Artefici

venerdì 4 maggio 2012

Learco, mi dice Miasma, oggi ero in biblioteca che girottolavo, mi domandavo cosa leggere, mi ha sorpreso questo desiderio di concertare le nostre letture, qual è l’ultimo artefice che ha attraversato il tuo campo visivo?
Foscolo, gli dico.
Niccolò Foscolo, dice Miasma, detto Ugo, benissimo, dice, una scelta eccellente.

[Grandi ustionati, esce a giugno la riedizione di Marcos y Marcos]

Wilcock

giovedì 3 maggio 2012

A Velletri

Sono andato fino alla fermata dell’autobus,
mi sono seduto sul muretto del ponte:
la mia ombra era l’ombra di un giovane,
ma anch’io sono l’ombra di un giovane.

[J. Rodolfo Wilcock, Poesie, Milano, Adelphi 1996, p. 159]

Lo zoo

giovedì 3 maggio 2012

Dove la mascella di un bianco grande lama dagli occhi neri, e quella di un piccolo bufalo dalle corna piatte, e quella di altri ruminanti, si muove piano a destra e a sinistra, come la vita del paese.

[Velimir Chlebnikov, Lo zoo, 47 poesie facili e una difficile, p. 19]

Una domanda

giovedì 3 maggio 2012

Ma nell’ottocento, mi chiedevo, come facevano, a presentare i romanzi, senza microfoni.

Come eliminare i critici

mercoledì 2 maggio 2012

Per eliminare i critici dagli appartamenti conviene ungersi con scrupolo il corpo di bitume caldo prima di andare a letto, avendo cura di fare eseguire la stessa operazione agli altri membri della famiglia, moglie figli e suoceri se ancora in vita. Così unta l’intera famiglia locataria o proprietaria dell’appartamento dovrà aggirarsi per le stanze, servizi e scale dello stesso, meglio se scalza e in mutande, cantando salmi, sbattendo casseruole e comunque facendo il più rumore possibile finché tutti i critici della casa non saranno usciti dai loro nascondigli per avviarsi in cucina. I recensori intontiti vengono facilmente catturati con retine di nailon appositamente fornite in un grosso bottiglione con in fondo due dita di acido erusico finissimo per critici. Un altro sistema consiste nell’infilare un chilo di ranocchie regolarmente distanziate in un lungo filo di canapa resistente, previamente immerso nel bitume rammollito: i critici avidi si precipitano sulle ranocchie attirati dall’odore e finiscono infilzati anch’essi, con notevole risparmio di tempo e di bitume.

[Juan Rodolfo Wilcock, Come eliminare i critici, in Tèchne, numero 20, p. 30]

La polizia

mercoledì 2 maggio 2012

La polizia usa molte parole assolutamente ripugnanti, come per esempio “defunto” o “concubino”.

[Olga Tokarczuk, Guida il carro sulle ossa dei morti, Traduzione di Silvano De Fanti, Roma, Nottetempo 2012, pp. 9, 41]

Una proposta

mercoledì 2 maggio 2012

«Come sta?» dissi.
«Ho preparato una proposta da sottoporre al ministro della giustizia per punire una categoria di persone che mi dà fastidio in modo particolare.»
«Per esempio?»
«Per esempio quelli che, dopo aver nominato New York, se devono nominarla una seconda volta, dicono la Grande Mela. Per questi la pena dovrebbe essere l’ergastolo.»
«Accidenti!» dissi.
«Sì, ma non solo per questi. Anche per quelli che, dopo aver nominato il dollaro, se devono nominarlo una seconda volta, dicono il biglietto verde; o, se devono nominare l’oro una seconda volta, dicono il metallo giallo. E la stessa pena per quelli che dopo il pallone, invece di ripetere il pallone dicono la sfera di cuoio. Ergastolo senza le solite riduzioni di pena» aggiunse. «E per quelli che prima dicono il papa – una paroletta breve che fa risparmiare tempo e fatica – e poi si buttano su Giovanni Paolo Secondo?»
«Ergastolo» dissi.
«Bravo. E per quelli che, dopo aver nominato Gelli, aggiungono sempre l’ex maestro venerabile della loggia P2?»
«L’ergastolo come sopra» dissi.
«No, la fucilazione».

[Aldo Buzzi, Una proposta da sottoporre al ministro della giustizia, in Tèchne, numero 20, p. 38]

Perquindi (un discorso mai pronunciato)

martedì 1 maggio 2012

[Oggi dovevo fare due discorsi, uno a Parma, e uno a Treversetolo, alle manifestazioni della Cgil per il primo maggio di Parma e di Traversetolo. Solo che piove e la manifestazione di Parma è stata annullata, e quella di Traversetolo non si sa. Perquindi, io sto a casa, e il discorso lo metto qua sopra: è un po' lungo, e ci sono, probabilmente, diversi refusi]

Il dolce far niente
discorso sul lavoro
che avrebbe dovuto essere pronunciato il primo maggio 2012
alla fattoria di Vigheffio (Parma)
e in piazza Fanfulla (Traversetolo),
nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalla Cgil
di Parma e di Traversetolo
per il primo maggio 2012,
e invece non è stato pronunciato né a Parma né a Traversetolo

Buongiorno, si sente? Grazie. Allora, buongiorno, buonasera; io mi chiamo Paolo Nori, sono di Parma, scrivo dei libri, e mi hanno chiamato qui, per il primo maggio, a parlar del lavoro, che è una cosa che io, una quindicina di anni fa, quando ho cominciato a scrivere dei libri, non avrei mai detto, che mi avrebbero chiamato i sindacati a parlar del lavoro in occasione del primo maggio, perché io, il lavoro, cerco di lavorare il meno possibile. Continua a leggere »