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Scrittura emiliana.

Come frutta

sabato 15 aprile 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Uomini si ammucchiavano sui tetti dei vagoni come frutta in ceste ornamentali.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 47]

Capitolo 5 e Capitolo 6

sabato 1 aprile 2017

5. Detto questo

Detto questo, non ci sarebbe molto altro da dire, sulla crisi, se non il fatto che uno che deve scrivere un libro sulla crisi e che, dopo aver scritto quattro paginette, tre delle quali copiate da degli altri libri, si accorge di non avere molto da dire, sulla crisi, be’ quella è una dimostrazione pratica di una delle crisi più frequenti e più banali che si possano immaginare, la crisi dello scrittore, riassunta in una figura classica della letteratura, e della cinematografia, anche, lo scrittore in crisi (c’è una memorabile battuta di Mastroianni, se non ricordo male, detta a Monica Vitti, se non ricordo male, in un film di Antonioni, se non ricordo male: «Io sono uno scrittore in crisi». La diceva così bene, Mastroianni, era così convincente, che sembrava che la sua condizione di scrittore in crisi fosse una condizione permanente, come se lo facesse di mestiere, come se sulla carta d’identità avesse scritto: «Scrittore in crisi», e sarebbe stato un mestiere comico e drammatico nello stesso tempo e, a pensarci, sarebbe stato proprio giusto che quello che faceva quel mestiere lì fosse uno che scriveva dei libri che son quelle cose che fanno ridere e piangere, mi sembra, quelli che vengon bene).

6. Beata gioventù

Per molto tempo, se in giro si trovava uno scrittore, era giovane (Gianni Celati qualche anno fa raccontava il suo stupore quando, ultracinquantenne, era stato inviato a un convegno e era stato presentato come giovane scrittore).
In un mondo in cui tutti gli scrittori, anche gli ultracinquantenni, sono giovani scrittori, essere un giovane scrittore non vuol dire niente, e essere uno scrittore in crisi, in un mondo in cui tutti gli scrittori sono in crisi, non vuol dire niente, probabilmente, e io mi ritrovo a sperimentare questa situazione di essere uno che non vuol dire niente, solo che non voler dire niente, per uno che scrive dei libri, non è necessariamente una condizione da evitare.

Se potessi

mercoledì 1 marzo 2017

imgres

Se io potessi ucciderlo e poi fare un altro uomo identico a lui, lo farei con piacere.

[Sofia Andreevna Tolstoj, I diari 1862-1910, traduzione di Francesca Ruffini e Raffaella Setti Bevilacqua, Milano, LaTartaruga 1978, p. 35]

Persuasione

lunedì 20 febbraio 2017

Al supermercato dove vado io l’altro giorno vendevano una carta igienica «Pulito completo», c’era scritto, sulla confezione «Numero uno in assorbenza», c’era scritto, «Ora 35 % più spessa per un pulito migliore». L’ho comprata.

Ma perché

sabato 11 febbraio 2017

Comunque è incredibile, quando uno sta male, e prende una medicina, e poi dopo sta meglio. Le cose che funzionano, perché funzionano?, non dovrebbero funzionare. Se non funzionassero, sarebbe normale, invece se funzionano, è una cosa incredibile.

Così, non troppo grande

venerdì 27 gennaio 2017

Sei città

Del posto dove sono nato. Che è una città così, non troppo grande, che a me, lo so che non è bello dirlo, piace tanto. Adesso non ci abito, ci vado poco.
Lì, a certe ore, c’è una luce, in strada, che se hai un umore che i pensieri ti permetton di guardare, ti sembra di nuotare, nella luce.
Lì, quando sei un bambino, che son le due del pomeriggio, che esci dal portone, dall’androne buio del condominio dove abitano i tuoi genitori, e apri il portone e entri nella luce, che è tempo – dalle due del pomeriggio fino a sera – e spazio – da via Montebello in qua, tutto il quartiere – lì, tutti i giorni la promessa è così grande che ti vien da piangere, a pensarci.

[Da Sei città, esce tra qualche mese per Marcos y Marcos, illustrazioni di Timofej Kostin]

Abitudini

martedì 10 gennaio 2017

Dopo poi ero lì in bicicletta, al semaforo di via Ugo Bassi, avevo appena comprato un paio di occhiali, a me piace moltissimo comprare gli occhiali, dovevo andare in via Colombi al poliambulatorio Reno, ero lì che pensavo che io, a me non mi dava fastidio, essere vecchio, forse per via che ero stato vecchio anche da giovane ero abituato.

[Da Fare pochissimo, in preparazione]

Avviso

martedì 10 gennaio 2017

Stamattina, alle 11 e 40, cioè tra 40 minuti, sono su Radio popolare a parlare di Undici treni, che esce dopodomani.

Un film bellissimo

domenica 25 dicembre 2016

clic

Stasera

domenica 18 dicembre 2016

Repertorio dei matti della città di Roma

Uno, stanco di abitare in una strada che non aveva un nome, un giorno, sotto casa sua ci aveva piantato un cartello. C’era scritto “Via Meglio di Niente”.

[Stasera, a Roma, allo scup, in via della stazione Tuscolana, 82, dentro una cosa che si chiama
Leggo per legittima difesa, alle 19, Repertori dei matti della città di Bologna, Milano, Torino, Roma, Cagliari, Parma, Livorno e Repertorio dei pazzi della città di Andria con particolare attenzione al Repertorio dei matti della città di Roma]