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Scrittura emiliana.

Descrivi in cinque righe la letteratura popolare

martedì 1 novembre 2016

Erano anni che ormai la crisi durava, ma quella sera era decisa a troncare , così non si poteva continuare.
Anche quella sera Popolare era uscito con gli amici, o almeno così sosteneva, e Letteratura in casa ad aspettarlo come sempre. La macchina si fermò qualche minuto dopo la mezzanotte davanti alla loro abitazione comprata con mille sacrifici molti anni prima quando Letteratura e Popolare avevano un progetto di vita assieme. I primi dissapori iniziarono quando Popolare si mise a frequentare quello che lui diceva essere il nuovo che avanzava. Quello che Letteratura non sopportava non erano queste nuove compagnie era l’ansia di Popolare di piacere a tutti i costi e con più’ piaceva, più Popolare si allontanava da Letteratura.
Popolare usci dal suo suv e si incamminò nel vialetto che lo conduceva alla loro casa. Capi subito come stavano le cose quando vide le tre valige sul pianerottolo.
Non entrò neanche per chiedere spiegazioni carico’ le tre valige sulla macchina e parti sgommando.
Letteratura dietro al vetro della cucina non riuscì neanche a piangere.
Non si videro mai più.

[Compito della Scuola media inferiore sulla letteratura popolare, svolgimento di Daniele Marchi]

Per molto tempo

domenica 23 ottobre 2016

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Per molto tempo non ho saputo che ero arabo perché non c’era nessuno che mi insultava.

[Romain Gary, La vita davanti a sé, traduzione di Giovanni Bogliolo, Vicenza, Neri Pozza 2015 (21), p. 9]

Transizioni

venerdì 14 ottobre 2016

Qualche anno fa uno scrittore che conosco mi ha detto «Io adesso, il prossimo romanzo che scrivo, sarà in romanzo di transizione».
Che io un po’ l’ho ammirato, che c’è una modestia nell’idea di scrivere un romanzo di transizione, ammirevole, proprio. Che se c’è un romanzo, tra l’altro, è di transizione, oppure di tutta una generazione.

Ogni giorno

mercoledì 12 ottobre 2016

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Ogni giorno attribuisco minor valore all’intelligenza. Ogni giorno mi rendo sempre più conto che è solo al di là di essa che lo scrittore può appropriarsi nuovamente di un riflesso delle sue impressioni, ossia di qualcosa di se stesso e della materia unica dell’arte.

[Marcel Proust, Contro Sainte-Beuve, (senza indicazioni di traduzione), Milano-Udine, Mimesis 2013, p. 21]

Due matti di Cagliari

domenica 4 settembre 2016

Repertorio dei matti della città di Cagliari

Uno era venuto da lontano per giocare a pallone, aveva vinto uno scudetto, era invecchiato e, come altri, era rimasto qui. Girava per la città e chiedeva a quelli che incrociava “Ti ricordi di me?” oppure “Lo sai chi sono?”. “Saluta papà”, diceva.

Uno era un tifoso che si ricordava di lui e che, quando un giorno del 1999 lo incontrò nel negozio di abbigliamento di Ruggeri in via Alghero, gli chiese un autografo (“è per mio figlio”) e gli descrisse di quando 32 anni prima, allo stadio Olimpico, recuperò la palla nella sua area di rigore, percorse tutta la fascia laterale destra del campo, arrivò all’altezza dell’area della Roma e crossò al centro senza guardare. A Claudio Olinto de Carvalho, noto Nenè, brillarono gli occhi: “Sapevo che Gigi doveva aver seguito l’azione; gli bastò toccare appena la palla per spingerla in rete”.

Cominciamo bene

sabato 3 settembre 2016

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– Va a fotterti tu e queste inutili teste di cazzo – dice Alo.
Rovescia le tazze di caffè sul tavolo e si allontana.
– Ce l’ha anche con noi? – mi domanda Piccionello.
– Pare di sì.
Gea cerca un numero sulla sua rubrica telefonica. Non lo trova.
– Che cazzo – dice con voce da bambina in castigo.
Si alza e corre via.
Arianna le va dietro.
Cominciamo bene.
– Quello mi pare di conoscerlo, – fa Piccionello per rompere il gelo.
– È Kevin Costner.
– Somiglia a un tipo di Castelvetrano.

[Gaetano Savatteri, La fabbrica delle stelle, Palermo, Sellerio 2016, pp. 106-107]

Esce per il Festivaletteratura di Mantova anche questo

martedì 30 agosto 2016

Matti Andria

[per ingrandire, cliccare sull’immagine anche qui]

La propria storia

sabato 13 agosto 2016

Luigi Ghirri, Pensare per immagini, Milano, Mondadori Electa

La mia storia personale è un po’ confusa, si tesse fra il castello e il caffè davanti alla fabbrica. Tuttavia non intendevo trasformare le provincie nel simbolo dell’universo, ma le ritenevo un adeguato punto di partenza poiché il vero simbolo della provincia è essere incapace di narrare la propria storia.

[Luigi Ghirri, Pensare per immagini, Milano, Mondadori Electa 2013, p. 244]

Se non avete un cane, il vicino non lo avvelena

venerdì 5 agosto 2016

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Di Tutto tranne che il liscio, che abbiamo fatto ieri sera con L’usignolo al piccolo teatro del Barracano, mi piace molto quando facciamo questa canzone: clic

Un’altra frase

lunedì 25 luglio 2016

I neurochirurghi sono famigeratamente noiosi.

[Stasera me ne libero, grazie a Marco]