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Scrittura emiliana.

Due matti di Cagliari

domenica 4 settembre 2016

Repertorio dei matti della città di Cagliari

Uno era venuto da lontano per giocare a pallone, aveva vinto uno scudetto, era invecchiato e, come altri, era rimasto qui. Girava per la città e chiedeva a quelli che incrociava “Ti ricordi di me?” oppure “Lo sai chi sono?”. “Saluta papà”, diceva.

Uno era un tifoso che si ricordava di lui e che, quando un giorno del 1999 lo incontrò nel negozio di abbigliamento di Ruggeri in via Alghero, gli chiese un autografo (“è per mio figlio”) e gli descrisse di quando 32 anni prima, allo stadio Olimpico, recuperò la palla nella sua area di rigore, percorse tutta la fascia laterale destra del campo, arrivò all’altezza dell’area della Roma e crossò al centro senza guardare. A Claudio Olinto de Carvalho, noto Nenè, brillarono gli occhi: “Sapevo che Gigi doveva aver seguito l’azione; gli bastò toccare appena la palla per spingerla in rete”.

Cominciamo bene

sabato 3 settembre 2016

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– Va a fotterti tu e queste inutili teste di cazzo – dice Alo.
Rovescia le tazze di caffè sul tavolo e si allontana.
– Ce l’ha anche con noi? – mi domanda Piccionello.
– Pare di sì.
Gea cerca un numero sulla sua rubrica telefonica. Non lo trova.
– Che cazzo – dice con voce da bambina in castigo.
Si alza e corre via.
Arianna le va dietro.
Cominciamo bene.
– Quello mi pare di conoscerlo, – fa Piccionello per rompere il gelo.
– È Kevin Costner.
– Somiglia a un tipo di Castelvetrano.

[Gaetano Savatteri, La fabbrica delle stelle, Palermo, Sellerio 2016, pp. 106-107]

Esce per il Festivaletteratura di Mantova anche questo

martedì 30 agosto 2016

Matti Andria

[per ingrandire, cliccare sull’immagine anche qui]

La propria storia

sabato 13 agosto 2016

Luigi Ghirri, Pensare per immagini, Milano, Mondadori Electa

La mia storia personale è un po’ confusa, si tesse fra il castello e il caffè davanti alla fabbrica. Tuttavia non intendevo trasformare le provincie nel simbolo dell’universo, ma le ritenevo un adeguato punto di partenza poiché il vero simbolo della provincia è essere incapace di narrare la propria storia.

[Luigi Ghirri, Pensare per immagini, Milano, Mondadori Electa 2013, p. 244]

Se non avete un cane, il vicino non lo avvelena

venerdì 5 agosto 2016

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Di Tutto tranne che il liscio, che abbiamo fatto ieri sera con L’usignolo al piccolo teatro del Barracano, mi piace molto quando facciamo questa canzone: clic

Un’altra frase

lunedì 25 luglio 2016

I neurochirurghi sono famigeratamente noiosi.

[Stasera me ne libero, grazie a Marco]

Vladimirskij sobor

domenica 26 giugno 2016

Cattedrale Vladimirskij

[Cattedrale dell’icona della madre di Dio di Vladimir, San Pietroburgo]

Bambini

martedì 31 maggio 2016

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[Bologna, via dell’Inferno, ieri]

Un altro mestiere

lunedì 30 maggio 2016

Uno che fa il broker mi ha scritto che si ricorda sempre di un suo compagno di prima elementare che alla domanda della maestra «Che mestiere fa il tuo babbo?», aveva risposto «Il mio babbo fa la polizia stradale».

Questa storia plebea

sabato 28 maggio 2016

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E l’ultimo motivo per cui mi è sembrato che fosse sensato scrivere questo libro è un fatto di cui parla De Sanctis che lui, anche qui, forse ne parla come di un difetto per me invece è un pregio, cioè il fatto che, nel Morgante, «Morgante è lo scudiere di Orlando, ed è il vero protagonista dello spirito del racconto. Non è il cavaliere, è lo scudiere, l’eroe di questa storia plebea», scrive De Sanctis, e io quando l’ho letto ho pensato che sarebbe come se nel Don Chisciotte il protagonista fosse Sancho Panza, anzi, come se il Don Chisciotte si intitolasse, invece di Don Chisciotte, Sancho Panza, o come se l’Eugenio Onegin di Puškin si chiamasse come voleva Dostoevskij, Tatjana, che Dostoveskij diceva che la vera protagonista era Tatjana e che sarebbe stato meglio se Puškin avesse chiamato il suo romanzo in versi Tatjana, e io quando ho letto così nel De Sanctis mi è sembrato che io, questa storia plebea, era un bel lavoro se provavo a scriverci sopra un libro.