Vediamo

giovedì 6 novembre 2008

Il 3 dicembre, vicino a Mira, vicino a Venezia (per i dettagli vedi colonna qui a sinistra), con Carlo Boccadoro facciamo una cosa un po’ strana.
Chiediamo al pubblico di farci delle domande, su dei bigliettini. Mettiamo che comincio io, uno fa una domanda a me, e io, che avrò preso su i libri, leggo una risposta a quella domanda da un libro. Poi Boccadoro suona un pezzo che secondo lui sta bene con la mia risposta.
Poi uno del pubblico fa una domanda a Boccadoro, e lui risponde con un pezzo al pianoforte. E io poi leggo un pezzo da un libro che secondo me sta bene con il pezzo che ha suonato Boccadoro. E andiamo avanti finché non ci stanchiamo.



12 commenti to “Vediamo”

  1. Geniale e un po’ bizzarro, mi piacerebbe esserci e chiedere: Caro Paolo, non hai un po’ d’invidia per quei musicisti che passano tutta la vita a suonare pezzi di altri? Sarebbe come se tu andassi a leggere l’Ulisse di Joyce e ciò fosse sufficiente per definirti scrittore. La gente confonde esecutori e compositori. Chissà Boccadoro cosa suonerebbe (un pezzo suo, questo è chiaro…)

  2. Bello. Certo che a Mira, guardare, dopo, ti viene in mente: sparare.
    Segue pezzo di Wagner.

  3. Mira, semplicemente, è Irma.

  4. Segue pezzo di André Previn.

  5. Mira, più facilmente, Rima.
    e la parola è musica.

  6. Certi pezzi di Paolo sono spartiti, e te ne accorgi se li leggi ad alta voce, ma sulla maggior parte degli scrittori contemporanei, la lingua inciampa, e leggerli è come farsi esplodere un cruise nell’orecchio.

  7. Io a Boccadoro scriverei: perché hai fatto fuori Narciso? poi mi firmerei: tuo Hermann

  8. Raccontato così sembra abbastanza terribile. Mi preoccupa perché io abito a mestre che è vicina a Oriago di Mira (che è un posto che c’è poco da fare gli spiritosi perché
    a) lo nomina Dante nella Divina Commedia
    b) lì fino a pochissimo tempo fa votavano tutti comunista, che da queste parti non è così scontato, qualcuno vota ancora comunista, perché i veneti ci mettono un po’ ad adeguarsi alla modernità
    c)c’è passato Freud col treno, senza fermarsi però
    d) c’era la Mira Lanza, quella del pulcino Calimero che per molti di noi costituisce un ricordo a cui siamo molto affezionati
    e) è sulla riviera del Brenta che è un posto di cui secondo me hanno parlato Montaigne, Goethe e un sacco di altri viaggiatori andateveli a leggere, che era una tappa obbligata per chi andava a Venezia)
    e pensavo di venire.
    Magari, se è gratis.

  9. Credo che sia gratis.

  10. Gratis.

  11. Curioso che qualcuno trovi la serata terribile prima che sia effettivamente accaduta. Speciali capacità divinatorie?
    Io invece penso che andrà benone.
    In ogni caso fare una serata con Paolo vale qualsiasi rischio(musicale e non). Perdipiù è gratis.

  12. Anch’io credo che verrà bene. E il fatto che sia senza rete, che non sappiamo cosa succederà, la rende secondo me una serata ancora più interessante. La possibiltà, anche remota, che sia un disastro, la fa diventare una cosa che vale ancora più la pena.