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Un’intervista

martedì 29 ottobre 2013

[Comincia oggi, a Reggio Emilia, questa rassegna: clic, e credo sia uscita stamattina, sulla Gazzetta di Reggio, questa intervista di Francesca Manini:]

Nori bibliotecario per un giorno: ci si vede?

 

No, non mi ci vedo, e ho accettato perché ormai è una quindicina d’anni che io, le cose che faccio, mi sembrano così strane che non posso farle automaticamente, con nonchalance, mi tocca farle con chalance, se così si può dire, e questa, anche lei.

 

Che rapporto ha con le biblioteche e con i libri, degli altri?

 

I  libri degli altri sono le cose mi governano; le biblioteche mi sembra realizzino, in concreto, l’idea che la cultura è di tutti, e a proposito di questa rassegna, mi vien da pensare che, in questi ultimi dieci anni, in un periodo in cui si dice che ci son così poche risorse, soprattutto per la cultura, io sono stato chiamato a parlare in occasione dell’inaugurazione di due biblioteche, e erano tutte e due in provincia di Reggio Emilia, Albinea e Cavriago.

 
E’ del partito della carta o degli e-book?

 

Mi sembra che libro e e-book non siano due strumenti contrapposti; con un mio amico, qualche anno fa, abbiamo fondato una piccola casa editrice che fa solo ebook, ha preso il nome da un insulto reggiano, si chiama Sugaman, e ne abbiamo fatti cinque in due anni; recentemente abbiamo ripubblicato, in ebook, un libro di Raffaello Baldini, una raccolta di poesie pubblicata in origine da Mondadori, intitolata Ad nòta (Di notte), da anni esaurita e non ristampata; l’abbiamo resa disponibile in formato elettronico, così gli appassionati di Baldini che non la conoscevano l’han potuta leggere e se ci fossero stati solo i libri di carta, noi non avremmo avuto i mezzi necessari, per stamparla e distribuirla, e trovare questo piccolo capolavoro sarebbe stato un po’ più difficile.

 

Un consiglio di lettura, visione o ascolto in anticipo, solo uno.

 

Europeana. Breve storia del XX secolo, di Patrik Ourednik.

 

    Un consiglio alle biblioteche, solo uno.
     

    Ogni tanto si sente parlare del fatto che si vorrebbe far pagare agli utenti l’scrizione ai servizi bibliotecari, un abbonamento annuo di qualche decina di euro, se non ho capito male; ecco, io, per i motivi che dicevo prima, preferirei che una cosa del genere non succedesse.