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Una poesia di Pasternak

giovedì 13 settembre 2018

Alla stazione la gente beveva il caffè e leggeva il giornale. Fui contenta di vedere che la vita continuava: la vita vera, in cui la gente lavorava e stava sveglia e cercava di concludere qualcosa, che a quello serviva il caffè. C’era una poesia di Pasternak che rispecchiava proprio questo atteggiamento: «Non dormire, non dormire, artista». In russo suona meglio che in inglese, perché la parola «artista» ha tre sillabe invece delle due di artist, è un anfibraco, come umbrella o november. Don’t sleep, don’t sleep, gorilla, pensavo mentre scendevo le scale mobili verso i binari della metro.

[Elif Batuman, L’idiota, traduzione di Martina Testa, Torino, Einaudi 2018, p. 56]