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Una frase semplice

domenica 16 luglio 2017

Molti anni dopo la morte di Dostoevskij, il giovane compositore S. Prokov’ev, che stava scrivendo un’opera sul romanzo Il giocatore, si era rivolto a Anna Grigor’evna. Al momento di salutarsi, dopo averla ringraziata per l’aiuto, S. Prokof’ev aveva chiesto alla moglie dello scrittore di lasciare qualche parola nel suo album. Prokof’ev aveva avvisato Anna Grigor’evna che era un album originale, e che ci si potevano scrivere solo cose che avevano a che fare col sole.
Anna Grigor’evna aveva preso la penna e, dopo averci pensato, aveva scritto:
– Fëdor Dostoevskij è il sole della mia vita. Anna Dostoevskaja.

[Evgenija Saruchanjan, Dovtoevskij v Peterburge, Leningrad, Lenizdat 1970, p. 60]