Un bel discorso da fare a dei laureandi

giovedì 29 maggio 2014

brodskij, clio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In breve, ricchi o poveri, prima o poi sarete afflitti da questa inutilità del tempo.
Voi, potenziali possidenti, sarete annoiati dal vostro lavoro, dagli amici, da mariti, mogli, o amanti, dalla vista che si gode dalla finestra di casa vostra, dai mobili o dalla tappezzeria della vostra stanza, dai vostri pensieri, da voi stessi. Di conseguenza, cercherete vie di fuga. A parte gli strumenti di autogratificazione sopra menzionati, forse comincerete a cambiare lavoro, residenza, amicizie, paese, clima; forse vi darete alla promiscuità sessuale, all’alcol, ai viaggi, alle lezioni di cucina, alle droghe, alla psicoanalisi.
Di fatto, potreste mettere insieme tutte queste cose; e per un po’ la combinazione potrebbe funzionare. Fino al giorno in cui, naturalmente, vi sveglierete nella vostra stanza con una nuova famiglia e una diversa tappezzeria, in un altro Stato, in un altro clima, con un mucchio di conti da pagare al vostro agente di viaggi o allo psicanalista, eppure con la stessa vieta sensazione nei confronti della luce del giorno che si diffonde alla finestra. E vi infilerete le pantofole solo per scoprire che quelle non sono le calzature più adatte per fuggire da quanto riconoscete come familiare. E a seconda del temperamento, o dell’età, vi lascerete prendere dal panico o vi rassegnerete alla dimestichezza con quella sensazione, oppure, una volta di più, passerete attraverso la trafila del cambiamento.
Nevrosi e depressione entreranno a far parte del vostro vocabolario quanto le pillole del vostro armadietto dei medicinali.

[Iosif Brodskij, Elogio della noia (discorso per la cerimonia del conferimento dei diplomi di laurea al Darmouth College nel luglio dl 1989), in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003 (2), p. 101]