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Te

domenica 18 ottobre 2015

Cesare Zavattini, Stricarm' in d'na parola

È un prato. Se ci cammini un secolo
non sei neanche all’inizio.
Cosa c’è?
Solo dei te.
Si vede qualcosa che viene avanti da lontano?
un fumo che a poco poco si fa uomo?
Vai verso di lui,
speri ancora una volta che sia un altro,
le scambierete ben due chiacchiere.
Sai invece chi è?
Sempre quel rompiballe di te.
Scappare è peggio, crescono,
dei nuvoloni.

[Cesare Zavattini, Stricarm’ in d’na parola (Stringermi in una parola). 50 poesie in dialetto, Milano, Bompiani 2006, p. 40]