Sobrio

mercoledì 1 ottobre 2008

Quando c’era il Semplice, che è una rivsita che c’era un po’ di anni fa, un almanacco delle prose pubblicato da Feltrinelli, i redattori del Semplice facevano delle riunioni e leggevano i racconti che arrivavano alla redazione e poi ne parlavano.
Io ho partecipato a una sola di queste riunioni, poi non ci sono più andato perché c’era una certa aria ospedaliera, la rivista stava per finire e un po’ si vedeva. Però ho continuato a frequentare alcuni di questi redattori, in particolare Daniele Benati e Ugo Cornia, che erano tutt’altro che ospedalieri, nel loro modo di fare e nelle cose che dicevano. E da questa frequentazione mi sono fatto un’idea di quello che succedeva nelle riunioni del Semplice, nelle prime, quelle quando la rivista era ancora viva e vegeta e era bellissima.
Secondo me, lì al Semplice, usavano un gergo particolare. Se di una cosa si diceva che era ben scritta, voleva dire che non andava bene. Voleva dire che era solo ben scritta, e non aveva nessun’altra qualità. Impossibile da pubblicare.
Se di una cosa si diceva che era strampalata, voleva dire che andava bene. Voleva dire che era strampalata, e dir strampalato, per quelli che facevano il Semplice, secondo me equivaleva a dir Bello molto.
L’altra sera, alla scuola elementare di scrittura emiliana, mi son trovato a dire che un racconto che è stato letto era sobrio, e poi ho subito detto che sobrio, secondo me, va molto bene, e poi ho fatto un lungo discorso su Beckett che ultimamente io Beckett lo cito ogni volta che ne ho l’occasione.
Stamattina poi, davanti alla biblioteca sala borsa, poco prima che perdessi la mia tessera della sala borsa numero 54, che non trovo più, e mi dispiace, ho incontrato una mia amica che si è iscritta alla scuola elementare di scrittura emiliana e che mi ha detto che ha visto questo sito e che secondo lei era sobrio. E io un po’ ero contento ma un po’ anche no.



14 commenti to “Sobrio”

  1. una cosa sobria può essere che diventi strampalata poi nella conoscenza.

    quando abitavo in famiglia se suonavano alla porta e capitava che era per esempio una mia amica che mi veniva a trovare stai tranquillo che nove volte su dieci entrava ridendo e scuotendo le braccia e mi diceva di prepararmi che aveva da raccontarmi una roba strampalata.

    strampalata è il superlativo di bello.

    s

  2. Da Paolo a Paolo, che poi ci siam anche conosciuto, quello che ti ha portato un paio di volte a San Giovanni qualche anno fa a legger dei libri, alla fine, ma anche all’inizio, mi son trovato a scrivere un libro per intero, ma non con uno stile come il tuo o il vostro, che non si può competere con voi – nori benati cornia – o anche solo tentare, al massimo quando si fanno i blog, e mi piace proprio quel libro che ho scritto perché c’è della gran confusione e un mucchio di stranieri e dei cinni e un cortile e un incidente in auto e così via, l’ho già mandato a un editor, non è che a te non faccia troppo dispiacere se te lo invio ma non trovo qui il tuo indirizzo ciao. Paolo, di nuovo, mica è una colpa, anche questa.

  3. Paolo, se non ti dispiace l’accalappiacani [in http://www.laccalappiacani.it trovi un'idea di quel che facciamo, e in libreria (non in tutte, ma alla Mel di Bologna o alla Modo sempre di Bologna per esempio sì) la rivista vera e propria] ti chiederei di scegliere una parte del tuo romanzo che ti piace, magari l’inizio, (3 4 cartelle) e di mandarla all’accalappiacani (laccalappiacani@arcire.it). Così oltre a me la leggono anche gli altri redattori della rivista. Il mio indirizzo comunque si trova in fondo alla pagina, in quella parte grigia, dove c’è scritto scrivimi.

  4. Ciao Paolo,adesso hai anche un blog!Dai e dai, sei sempre più avanti di me.Ma va bene, soprattutto quando c’è nebbia, così vedo le tue luci di posizione, ti seguo e mi rilasso. E posso seguirti anche su internet.Grande idea quella delle letture dentro i file nel podcast.Mi muovo con cautela con i termini tecnici perchè non ne so mezza.Comunque davvero gran bella cosa!Un abbraccio a te e a Irma!ciao leo

  5. Ciao Leo. Non dico chi sei se no cominciano a scrivere i tuoi ammiratori supplicandomi di dar loro il tuo numero di telefono. Un abbraccio.

  6. E’ Leo Longanesi per chi non lo sapesse.

  7. E comunque io mi ricordo, erano i tempi del libro uscito col Malacarne, davanti a me avevi detto a uno riferendoti a me: “scrive bene.”

  8. Devo essermi sbagliato.

  9. Leo Longanesi forse è morto.

  10. Infatti potrebbe scrivere qualche cosa per il numero 100 dell’anno 2065 allegato al numero 3 de L’accalappiacani dove scriveranno solo autori decessi.
    Oppure dei testamenti, che son sempre belli, anche dei “testamenti a priori” o biologici volendo essere moderni.
    Comunque il sito sobrio o non sobrio è uguale a quello de L’accalappiacani dal punto di vista Template, però ci sono scritte delle cose diverse.
    Paolo ultima cosa, volevo informarti che tu un sito ce l’avevi già, dove ci sono 51 fan iscritti che ti fan delle domande, ti salutano, ti dan del “tu”, ti chiedono delle cose, aspettan delle risposte…però tu non so se lo sapevi di avercelo:
    http://www.new.facebook.com/pages/paolo-nori/29750240145?sid=d2785cf12f65c8fc851720956d7d73bf&refurl=http%3A%2F%2Fwww.new.facebook.com%2Fs.php%3Fref%3Dsearch%26init%3Dq%26q%3Dpaolo%2Bnori%26sid%3Dd2785cf12f65c8fc851720956d7d73bf&ref=s

  11. Devo avere inavvertitamente cancellato qualche commento (2, credo).

  12. sono contento che hai aperto un blog. una volta pensavo che quelli che aprivano un blog erano dei coglioni, poi anch’io ho aperto un blog. anche a me non piacciono i libri scritti bene, ma non perché quella sia la loro unica qualità, perché per me è un difetto. è come se dicessi di uno che è un fighetto, tutto leccato. da ragazzo quando vedevo uno del genere in compagnia lo chiamavamo “il pettinato”, e non era un complimento. non a caso mi piace céline, la scrittura più sporca che esista (sporca apposta certo, ma sempre sporca). ora sto leggendo un libro pettinato, con tutti gli aggettivi belli puliti, mai una parola di troppo, discreto perfino nella volgarità. sono costretto, devo presentarlo a un piccolo festival. leggere 400 pagine così è una tortura indicibile, preferirei farmi togliere un’unghia.
    vabè, te l’ho già detto che son contento che hai aperto il blog? ora lo dico subito a una mia amica che adora i tuoi libri, anche se per la verità adora tutti gli scrittori italiani col cognome di 4 lettere, consonante-vocale-consonante-vocale (BABA), per cui tu, Mari e Nove, quindi non te la tirare troppo.

  13. a questo punto “fletto i muscoli e sono nel vuoto”

  14. Son contento, Sergio che sei contento. E su scritto bene son d’accordo con te, solo secondo me è appena diverso da ben scritto. Ma son poi sfumature.