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Sciame sismico

domenica 8 luglio 2018

Una mia amica mi aveva detto di sentire il discordo del presidente della Repubblica, che il presidente della repubblica, ce n’era uno nuovo, quando aveva fatto il suo primo discorso ne parlavano tutti così bene, e quella mia amica mi aveva detto «Prova a sentirlo», e io l’avevo cercato in rete e avevo cominciato a sentirlo e dopo un po’ m’era venuto in mente di quando avevo fatto l’attore, in teatro, nel 2007, a Napoli, e avevo un regista che mi aveva fatto vedere che io avevo dei gesti parassiti, cioè gesti che vivevano su di me senza che me ne accorgessi e mi aveva detto che in scena, quando recitavo, quei gesti parassiti lì li avrei dovuti eliminare.
E dopo, a ripensare a quella cosa che mi aveva detto il regista, io mi ero accorto che quando parlavo, e quando scrivevo, davo voce a delle espressioni parassite che vivevano su di me senza che me ne accorgessi, e in uno dei libri che ho scritto avevo provato a farne una lista e avevo trovato che se uno era ricco, era sfondato, se aveva la barba, era folta, se c’era un fuggi fuggi, era generale, se si parlava di acne, era giovanile, se c’eran delle tecnologie, eran nuove, se c’era un nucleo, era familiare, se c’era un’attesa, era dolce, se c’era una marcia, era funebre, oppure nuziale, se c’era un andirivieni, era continuo, se c’eran delle chiacchiere, erano oziose, se c’era un errore, era fatale, se c’era un delitto, era efferato, se c’era un’ impronta, era indelebile e questo era il primo nucleo che l’avevo scritto e letto tante di quelle volte che ogni volta che lo rileggevo mi sembrava come di recitare il rosario.
Erano singolari, questi nessi sostantivo aggettivo, per lo meno per due motivi, per il fatto che, quando si dice, per esempio, ricco sfondato, l’aggettivo, sfondato, siamo così abituati, che ogni ricco sia sfondato, che quell’aggettivo lì, non ci dice niente di quel ricco di cui stiamo parlando, non lo qualifica, è un aggettivo qualificativo che non fa il suo mestiere, non qualifica niente
E poi anche per il fatto che io, quando usavo queste espressioni a me sembrava di parlare, in realtà io non parlavo, ero parlato, cioè non dicevo quel che volevo dire io, dicevo quel che voleva dire la lingua (parassita).
E in rete, su un sito dove ogni tanto scrivevo delle cose, www punto paolonori punto it, con l’aiuto dei lettori del sito avevo provato a allungare questa lista di espressioni parassite e avevo trovato che se c’è un quadro, è allarmante, se c’è uno sciopero, è generale, se c’è una folla, è oceanica, se c’è un lupo, è solitario, se c’è un cavallo, è di Troia, se c’è una botte, è di ferro, se c’è un terrorista, è islamico, se c’è un porto, è delle nebbie, se c’è un silenzio, è di tomba, se c’è un ombra, è di dubbio, se c’è una morsa, è del gelo, se c’è una resa, è dei conti, se c’è una verità, è sacrosanta, se c’è una salute, è di ferro, se c’è una svolta, è epocale, se c’è un genio, è incompreso, se c’è un ok, è del senato, se c’è uno sciame, è sismico, se c’è un consenso, è informato, se c’è un secolo, è scorso, se c’è un pallone, è gonfiato, se c’è un cervello, è in fuga, se c’è una repubblica, è Ceca, se c’è un battesimo, è del fuoco, se c’è un dispiacere, è vivo, se c’è un tassello, è mancante, se c’è un imbarazzo, è della scelta, se c’è un dubbio, è atroce, se c’è una prova, è schiacciante, se c’è una tabella, è di marcia, se c’è un correlativo, è oggettivo, se c’è una linea, è editoriale, se c’è una leggenda, è metropolitana, se c’è una mente, è locale, se c’è un ente, è locale anche lui, se c’è una guerra, è santa, se c’è un motivo, è floreale, se c’è uno stato, è d’animo, se c’è un quartiere, è generale, se c’è una questione, è di principio, se c’è un problema, è un altro, se c’è una sostanza, è stupefacente, se c’è un mondo, è arabo, se c’è un caso, è letterario, se c’è un astro, è nascente, se c’è una stella, è cadente, se c’è un fiume, è carsico, se c’è una patata, è bollente, se c’è una disobbedienza, è civile, se c’è una cifra, è stilistica, se c’è una frattura, è insanabile, se c’è un velo, è pietoso, se c’è un pirata, è della strada, se c’è una malavita, è organizzata, se c’è una fiducia, è cieca, se c’è una storia, è vera, se c’è una luce, è propria, se c’è un beneficio, è d’inventario, se c’è un collegio, è docenti, se c’è una seduta, è stante, se c’è un tempo, è perduto, se c’è una delega, è in bianco, se c’è una sala, è operatoria, se c’è un pianto, è liberatorio, se c’è una macchina, è del fango, se ci sono dei giorni, son contati, se c’è un’impresa, è titanica, se c’è una fine, è del mese, se c’è un cuneo, è fiscale, se c’è una fila, è indiana, se c’è una fatalità, è tragica, se c’è una cifra, è stilistica, se c’è una corsia, è preferenziale, se c’è un corridoio, è umanitario, se c’è un anello, è mancante, se c’è un effetto, è collaterale, se c’è un consenso, è informato, se c’è un’avanguardia, è storica, se c’è una guerra, è civile, se c’è un sistema, è paese, se c’è una legge, è non scritta, se c’è un silenzio, è d’oro, se c’è un amore, è cieco, se c’è una maestà, è lesa, se c’è un’Europa, è a rischio, se c’è una notte, è dei tempi, se c’è un viale, è del tramonto, se c’è una parabola, è discendente, se c’è un minimo, è sindacale, se c’è una data, è da destinarsi, se c’è un’avanguardia, è russa, se c’è una catastrofe, è umanitaria, se c’è un tessuto, è urbano, se c’è un moto, è ondoso, se c’è un compromesso, è bieco, se c’è un gestore, è telefonico, se c’è un compartimento, è stagno, se c’è una torre, è pendente, se c’è una tornata, è elettorale, se c’è un ascensore, è sociale, se c’è un dente, è avvelenato, se c’è una manovra, è finanziaria, se c’è una campagna, è pubblicitaria, se c’è un universo, è parallelo, se c’è un gioco di parole, è intraducibile, se c’è un condizionale, è d’obbligo, se c’è parere, è a mio modesto, se c’è un disordine, scusatelo.
E nel discorso del presidente della repubblica, Sergio Mattarella, nei primi minuti, se c’era un saluto, era rispettoso, se c’era un pensiero, era deferente, se c’era un momento, era difficile, se c’era una carta, era fondamentale, se c’era un consiglio, era superiore (e della magistratura), se c’era un’unità, era nazionale, se c’era una prova, era dura, se c’era un’unione, era europea, se c’eran dei diritti, eran fondamentali, se c’era un popolo, era italiano, se c’era un bene, era comune, se c’era un capo, era dello stato, se c’era un garante, era della costituzione, se c’era un giro, era di consultazioni, se c’era un esercizio, era della sue funzioni, se se c’era un arbitro, era imparziale, e lì mi ero fermato e mi ero chiesto “Ma come mai, ne han parlato tutti così bene?”.

[uscito ieri sulla Verità]