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Schiller e Hoffmann

venerdì 21 luglio 2017

Era entrato in una stanza molto diversa dalla prima, molto pulita e ordinata, cosa dalla quale risultava evidente che il padrone di casa era tedesco. Era stato colpito dalla cosa stranissima che aveva visto.
Davanti a lui sedeva Schiller, non lo Schiller che aveva scritto il Guglielmo Tell o la Storia della guerra dei trent’anni, ma il celebre Schiller, il lattoniere di via Meščanskaja. Vicino a Schiller c’era Hoffmann, non lo scrittore, un calzolaio abbastanza bravo di via Oficerskaja, grande amico di Schiller. Schiller era ubriaco e stava seduto e batteva il piede e diceva qualcosa con passione. Questa cosa non avrebbero stupito così tanto Pirogov, l’aveva stupito la stranissima posizione dei due corpi. Schiller stava seduto sporgendo in fuori il naso piuttosto grosso e alzando la testa; Hoffman, invece, lo teneva per il naso con due dita e faceva volteggiare la lama del suo coltello da calzolaio proprio sulla superficie del naso. Questi due personaggi parlavano in tedesco, quindi Pirogov, che in tedesco sapeva solo «Gut Morgen», non capiva niente di quel che dicevano. Comunque, ecco in cosa consisteva il discorso di Schiller.
«Non lo voglio, non ho bisogno del naso, – diceva agitando le braccia. – Per un naso solo mi vanno tre libre di tabacco al mese. E pago, in un fetido negozio russo, visto che nel negozio tedesco non hanno il tabacco russo, pago in un fetido negozio russo per ogni libbra quaranta copeche; cioè un rublo e venti copeche; dodici volte un rublo e venti copeche, fa quattordici rubli e quaranta copeche. Amico mio, Hoffmann, hai capito? Per un naso quattordici rubli e quaranta copeche. E nei giorni di festa fiuto il rapè perché non voglio fiutare, nei giorni di festa, del fetido tabacco russo. In un anno ho fiutato due libbre di rapè, a due rubli la libbra. Sei e quattordici, venti rubli e quaranta copeche solo per il tabacco. Questo è banditismo! Ti chiedo, amico mio Hoffmann, non è così? – Hoffmann, che era ubriaco perso anche lui, aveva risposto di sì. – Venti rubli e quaranta copeche! Io sono un tedesco di Svevia; io ho un re, in Germania! Non lo voglio, il naso. Tagliami il naso! Eccoti qua il mio naso!».

[Nikolaj Gogol’, La prospettiva Nevskij, in Racconti di Pietroburgo, testo russo a fronte, Milano, BUR 2011 (6), pp. 92, 94]