Salviettone

sabato 25 ottobre 2008

Per esempio io che salviettone, per dire telo spugna, o grande asciugamano, era una parola che si usava solo a Parma, non l’avrei mai sospettato.



16 commenti to “Salviettone”

  1. Il telo spugna non lo so, ma lo strano è dire Asciugamano, perchè le mani sono due, e poi non serve ad asciugare solo le mani, ma anche il corpo.
    Comunque, a casa mia, asciugamano è tuvàgghia.
    Telo spugna, non lo so.

  2. Mah, Telo Passo, l’asciugamano. Fanne un po’ l’uso che vuoi. A Madrid, usano il Telo Spagna. Il Salviettone si usa dopo il Gavettone. Secondo me.

  3. Beh, non è vero, “salviettone” lo dicono anche qui da me a Casalmoro, in provincia di Mantova.

  4. In provincia di Cuneo, indipendentemente dalle dimensioni, noi diciamo Suvaman.

  5. Però non lo diciamo come epiteto.

  6. Sugaman da qualche parte tra il basso mantovano e il ferrarese.

  7. Salviettone io giuro ce l’ho in mente da quando, da piccolo, l’ho letto chiamare così in un fumetto, vai a ricordare quale, probabile che fosse una roba tipo Geppo, o Provolino, e m’è rimasto in mente proprio perché questa parola son sicuro di non averla più letta né sentita pronunciare da anima viva. Nemmeno telo spugna qua si usa, comunque, qua da me lo chiamiam solo telo (poi il contesto del discorso chiarisce), o telo da mare, ché in genere, quando si tira fuori, è per andare al mare.

  8. Si usa anche nella bergamasca. Per me il salviettone è solo quello che porto in spiaggia o sugli scogli, sinonimo: telo mare, l’altro è telo doccia (perché doccia e non bagno non ne ho idea). Se dico: mi passi un ciapino (presina, veneziano)? o vedo in una vetrina di una merceria un cartello con scritto: bavaglie (bavaglini, bergamasco) in offerta so che non sono parole italiane ma salviettone … salviettone è stata una sorpresa.
    La merceria è un posto un po’ austroungarico ora che ci penso.

  9. io lo chiamo telo E BASTA per non confonderlo con il telo DA MARE, che è quello che uso in spiaggia.

    però qui a bologna forse siamo gli unici a dire TIRO per indicare il pulsante che apre il portone (“dammi il tiro”) e sotto gli interruttori infatti ci sono sempre LUCE e TIRO :-)

  10. c’entra poco o niente però volevo dirlo istess: a proposito di modi di dire locali, ce n’è uno a napoli che mi ha sempre colpito come perfetto esempio di “pensiero laterale”, e cioè trammammuro, che poi sarebbe l’ascensore. per vederlo così, come un tram che scorre sul muro, bisogna proprio spostarsi di lato, con la testa dico.

  11. Ci sono volte che le parole escono di bocca e uno non sa dove le ha prese anche se le ha sempre possedute e poi succede che uno ci dorme sopra e non si ricorda più quelle parole un pò perchè ha letto troppi libri un pò perché, chissà, ci si vergogna, che poi arriva un periodo in cui ci si vergogna di essersi vergognati e così via in un cerchio che quando si conclude uno non è mica contento, perché sono stagioni che si chiudono senza motivo.

  12. Prima parte

    A proposito di modi di dire locali, nazionali e transnazionali, ce n’è uno a lipona che cammina nei vicoli e lì, in quei vicoli di bassi e palazzi de lo Mità Seiciento, incontra i pensieri che camminano di lato e lateralmente chiacchiareano tra loro miezzo a la gente(tra la gente).

    Il tram è l’inizio della prima parte di un quarto di trammammuro; e, tra l’altro, è la prima volta che in questa sede si vivisezionano i termini e le parole. Che le parole son pietre, dice qualcuno. Ma le parole oltre che parole vuote, a me spesso mi paiono solo parole vuote che io dico Povere parole di vite contadine; povere parole di terra coltivata, oltraggiata e distrutta dagli scempi; di metropoli e paesini sperduti; di parole ripetute alla noia e ormai morte; di parole semplici e parole immortali. Che c’è sempre una prima volta di una prima volta che alla fine ci stanno tantissime prime volte. Che se te pensi quando è stato il tuo primo bacio, va indietro nel tempo dei baci che è un territorio bellissimo il territorio dei baci che il Tibet è più piccolino della vastità delle tue emozioni interiori. Che il territorio dei baci è collegato in maniera sotterranea all’ultima storia d’amore in cui ti sei sentito innamorato: questi due baci, il primo e l’ultimo, sono la pietra miliare dell’amore carnale o della purezza in assoluto della vita del paradiso della terrestrità. Che me ultimamente mi sto interrogando e avvicinando al pensiero animale, anche se l’uomo, anzi la bibbia e chiesa dicono Gli animali non hanno nè il Ragionare nè l’Anima, ecco perché a maggior ragione sono animali, cioè bestie. Che poi anima deriva da animale, o no? Ma mi sa che inferiore alla bestia è l’uomo che in testa e nel corpo c’ha soltanto il come sfruttare tutto ciò che lo circonda e che sta sotto sopra e di sotto ai lati. Che di lato non è mai di lato di qua o di là che di lati ce ne stanno in gran quantità.
    Che quando il vento soffia di lato i capelli da quel lato lì vengono sbaruffati e sconcecati specie in compagnia che uno dice Spostati, che a soffrire molto del soffiare del vento sono le donne ci rimangono male che il vento soffia di lato che loro sono andate dal parrucchiere e dicono Come sto? Mò ci penso io, dice Tony.

  13. Parte seconda

    Che nella Bibbia il Maggiorente cioè ‘o Boss dice L’uomo umano c’ha tutti gli animali sotto i piedi e che l’uomo deve disporre della vita degli animali come meglio crede. In pratica una carneficina. Che a me quando ho visto quel filmato su italiauno dell’elefantino trascinato con inaudita violenza con un ferro, e i suoi occhi pieni di terrore, io ci ho visto la paura di un bambino umano che l’elefantino oltre che fare dei piccoli barriti altro non poteva; che in quei barriti e gli occhi colmi di paura e dolore, l’elefantino con ritrosia e timidezza(forse) chiedeva: non il rispetto, non la misericordia, non la pietà; ma, dal momento che doveva soccombere, la vicinanza e l’amore di mamma e dei dai suoi simili elefanteschi che i suoi simili non c’erano e soffrire e morire soli senza i tuoi simili è uno strazio profondo. Che poi ci sono altri animali, come ad esempio i conigli, che non hanno né voce né niente per urlare e scappare o andare dalla polizia e denunciare tutto la macelleria che la coniglieria subisce. Perché noi siamo carne da macello, dice la coniglieria in coro. Dentro e sui nostri corpi, dice la coniglieria, passa la violenza cieca e calcolatrice dell’uomo un tanto al chilo. Che se la terra gira in maniera inclinata e per questi comportamenti e modi di fare e di pensare dell’uomo che provocano gli squilibri climatici. Che poi ho visto in televisione questi fatti strani della gente dei paesi in guerra che lor sono tutti magri. Mentre noi occidentali dell’Europa e gli americani siamo grassi e obesi. Allora me ho pensato Facciamo una legge che ogni cinque anni una bella guerra, tipo elezioni politiche o per la Presidenza della Repubblica. Me dico di mettere questa legge non per uccidersi Paese contro Paese, ma solo per fare la dieta:una buona dieta che non costa niente che la gente quando s’incontra per strada si fa i complimenti e dice Ah che bella forma che c’avete Anselmo, Matilde e i Pedrini.

  14. Parte terza

    Me poi, per esempio, ho pensato alla faccenda del serpente che io non ho mai visto un serpente da vicino né ho avuto un morso di serpente di tipo mortale che adesso sarei bello e stecchito. E che ‘o Boss subito ha stabilito su due piedi che il serpente era El Diablo per il fatto che il suo mestiere di Diavolo in Esistenza è tentare di indurre in tentazione Eva dal suo lato debole che è il lato della bocca di donna incinta che quando una donna è incintata vuole questo e quello. Che se non glielo procuri, lei c’è il rischio che abortisce o al nascituro ci rimangono le macchie delle voglie sul corpo che la gente dice Hai visto Eva è incinta che vuole la mela e il marito ha detto che non poteva procurargli la mela altrimenti il Signore Iddio li cacciava da paradiso. E che questa mela gliela ofrriva El Diablo sotto le mentite spoglie di un serpente senza gambe e senza braccia. Che onestamente a trovare casa di questi tempi è un macello. Che se al posto di Eva ci stava Eva Kant col cazzo il diavolo faceva fesso l’ommo di Eva Kant cioè chillu figlio ‘e sfaccimma di Diabolik che Diabolik non si fa passare la mosca sotto al naso che intorno ai piedi di Diabolik c’’è una moria di mosche schiattate. E che il serpente, da che mondo è mondo, c’ha sempre avuto una brutta annummenata, tipo ‘o malamente; che spesso le moltitudini non sanno distinguere chi è ‘o bbuono e chi è ‘o malamente perché chi è ‘o bbuono e chi è ‘o malamente fanno il gioco delle tre carte. Però, e qui gatta ci cova, a creare il serpente è stato proprio ‘o Boss medesimo che uno gli potrebbe dire Tu te la suoni e tu te la canti; ecchecazzo!, ma sei proprio un figlio di mappina Che la sceneggiatura del mondo l’ha scritta e diretta, come un classico film americano, proprio lui, ‘o Boss che c’ha parecchie pigne in testa e un sacrario di scheletri nell’armadio. Che lui cercava d’imitare Pirandello di Sei personaggi in cerca di autore. E che Giuda si è addossato la svendita di Gesù per dodici soldi che a chiederglielo Giuda si scocciava di fare Giuda che vende Gesù. E che lo stesso Gesù sapeva che suo Padre il Maggiorente detto ‘o Boss del Rione si vendeva il figlio per interposta persona per farsi bello appositamente. Alla fine dopo che Pilato si sciacquò le mani lui ne è uscito pulito e prova ne è che le moltitudini sono cattoliche romane. Da allora si è creta una situazione in cui i potenti della terra(ricchi, banche e lobby) si spartiscono le ricchezze delle nazioni e poi dicono E’ così, e così deve andare, poiché è stato sempre così. Ma se ‘o Boss è onnisciente nel senso che sa tutto quel che è stato e quel che sarà, allora perché crea un prodotto preconfezionato, sapendo come funziona e dove va a parare? Se sai che dentro il serpente c’è il diavolo tentatore che era un angelo che dava la mela a quella povera disgraziata di Eva, la mamma di tutte le mamme, che tu stesso hai fatto e, che Giuda Scarola avrebbe venduto Gesù, tuo figlio, non era meglio che ‘stu tiatro di pupi nun lo facivo affatto e chi si è visto si è visto, perciò tutti vissero felici e contenti perché nessuno era mai nato.

  15. Parte quarta(e ultima)

    Poi me ho incominciato a vedere che questi animali, a parte di cercare di procurarsi il cibo, perchè loro c’hanno lo stomaco e sono sottoposti al finto libero arbitrio del bello e cattivo tempo dello stomaco istintivo antropofago, in ciò uguali all’uomo, che a differenza però, c’ha la sfera del Ragionamento e l’Anima. E, che questi animali non sono intelligenti ma se a volte pare che ce l’hanno l’intelligenza è un intelligenza di tipo meccanico, cioè che a farla da padrone, i padroni invece ragionano una bellezza, è a maggioranza lo stomaco. Il quale pur di abboffarsi gli suggerisce le meglio porcherie al punto da non farli ragionare sulle malinconie, le gioie e le tristezza della bellezza della vita estetica, ma li aizza solo a mangiare. Come il lupo cattivo, che i cuccioli del lupo e la lupa sono cuccioli bellissimi nei loro peli e nelle loro bocche di cuccioli che vogliono il latte e poi carnivorare e banchettare e correre all’aria aperta e dissetarsi alla sorgente dell’acqua fresca.

    Ma a parte ‘o tram per una faccenda di assonanza, trammammuro mi fa venire in mente la tommorra e tammurriata e anche tamarro e trappano, cioè cafardo, cafardaggine e cafone all’ennesima potenza, forse sempre per ricordanze sonore. Che, sempre in tema di tram, quann’ero piccirillo tipo sei sette anni e a scuola non ci andavo che la scuola la trovava poco interessante e per nulla attraente e per nulla accogliente verso gli ultimi che la scuola con me era chiusa, intendo chiusa in sé stessa verso di me. E così io mi appendevo al troll del tram, che una volta un poliziotto mi acchiappò e io per dissentire mi pisciai sotto che questo poliziotto dall’aria accusatoria mi voleva trascinare al commissariato e, mi ci portò. Poi a ritirarmi venne mamma che lì alla polizia c’era un poliziotto che aveva la faccia di una cane Bulldog mentre gli altri non avevano facce di Boxer che dalla bocca volevano tirarmi le parole come il dentista i denti che da allora mi sembrava che avevo ucciso qualcuno che non sapevo nemmeno cosa volesse dire uccidere qualcuno.

    Ma trammaturo per assonanza e significato diretto e non laterale(laterale è il procedimento) mi riporta a una parola e una terminologia ascoltata fin da quand’ero ‘nu guagliunciello. A quel tempo stavo sempre im mezzo alla strada in “virtù” del fatto che il basso in cui “abitavo” ero piccolo cioè stretto, per cui era giocoforza stare sempre in strada. Le mamme, per metterci in guardia noi criaturi dai pericoli della vita, dicevano: Piccirì, statti attiento, và sottosott‘o muro(cammina rasente al muro, cadono le presotte).

  16. Segnalato anche a Voghera, Oltrepo Pavese. Forse perchè siamo così vicini all’Emilia tanto che la via Emilia passava dietro casa mia.