Rispetto

venerdì 27 dicembre 2013

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

Volkov ha cominciato come violinista. Dirigeva perfino un quartetto d’archi. Una volta si è rivolto all’Unione degli scrittori:
– Vorremmo accompagnare Anna Achmatova. Come dobbiamo fare?
Il funzionario si è meravigliato:
– Perché proprio l’Achmatova? Ci sono degli scrittori più importanti: Mirošničenko, Salanov, la Ketlinskaja…
Volkov ha deciso di fare da solo. È andato, coi suoi compagni, a trovare l’Achmatova in dača. Hanno eseguito un nuovo quartetto di Šostakovič.
L’Achmatova ha ascoltato e ha detto:
– Non mi è piaciuto il fatto che doveva finire, prima o poi…
Erano passati alcuni mesi. L’Achmatova era andata in occidente. Le avevano dato un dottorato, in Inghilterra. Si era incontrata con gli intellettuali del luogo.
Gli inglesi le avevano fatto varie domande: letteratura, pittura, musica.
L’Achmatova aveva detto:
– Recentemente ho sentito un pezzo di Šostakovič stupefacente. È venuto un ensemble strumentale in dača da me apposta per farmelo sentire.
Gli inglesi eran rimasti colpiti:
– Possibile che in Unione Sovietica rispettino così tanto gli scrittori?
L’Achmatova ci aveva pensato e aveva detto:
– In generale, sì…

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 236-237]