Re Cecconi

venerdì 10 ottobre 2008

Qualche anno fa, con i Bogoncelli, che sono un gruppo di gente che non sa suonare, abbiamo fatto un concerto al Maffia di Reggio Emilia.
Dopo un po’, un dj del Maffia, Claudio con gli occhiali (ma forse era scritto tutto attaccato), ci ha mandato un cd con un suo rimissaggio di una canzone, se così di può dire, dei Bogoncelli:

rececconicongliocchiali

ps Sembra, dai commenti, che questo pezzo, per chi non conosce l’originale, sia un po’ esoterico.
Nei commenti ho messo la versione integrale per iscritto (il testo è di Marco Raffaini), qui aggiungo la versione audio registrata all’ultimo concerto dei Bogoncelli (Firenze, Villa Strozzi, 13 luglio 2004):
storia-triste-di-luciano-re-cecconi



12 commenti to “Re Cecconi”

  1. Che maragliaggine.

  2. …o è troppo profonda perchè io la possa capire,questa versione,oppure secondo me l’è una gran caghèda… (si dice così?)

    Comunque,vado fuori tema e ne approfitto per farti i complimenti:mi piacciono i tuoi libri e in generale come scrivi.
    Spero in un romanzo incentrato sulla gatta Paolo…
    saluti
    Lerry

  3. LA CRISI DELLE BORSE

    Ok, va bene discutere in questo blog soprattutto di questioni editoriali e letterarie in genere ci mancherebbe, però credo che non si possa davvero, almeno in questo periodo, non parlare della grave crisi che sta investendo il mondo intero da ormai qualche settimana a questa parte e che è destinata a mutare radicalmente il nostro quotidiano nei mesi, ma forse anche anni, a venire.
    Mi sto ovviamente riferendo alla grave crisi delle borse le cui disastrose conseguenze ci vengono narrate incessantemente da tv, radio, giornali e media digitali di tutto il pianeta.
    Anch’io, nel mio piccolo, vorrei dare il mio contributo a questa importante tematica e per questa ragione ho deciso di sondare il terreno direttamente sul campo andando ad intervistare gli addetti ai lavori, ma anche i piccoli consumatori, nei vari mercati borsistici.
    Per ragioni logistiche sono partito da quello a me più vicino: il mercato di Piazza Duomo che si tiene il mercoledì e il sabato a Piacenza. Il primo parere l’ho voluto chiedere allo storico Pino Sozzi, fondatore e proprietario del banco “Da Pino si risparmia” che mi ha subito confermato che la vendite di borse negli ultimi mesi è effettivamente crollata e le cause sono da imputare, a suo parere, alla crescente diffusione di pantaloni e giubbotti con svariate tasche e cerniere che fanno sì che non ci sia più una reale esigenza di portare con sè una borsa. Mi dice anche che l’unico prodotto a reggere ancora sul mercato è il classico borsello, preferibilmente in finta pelle, che sta tornando di moda soprattutto tra i giovani con pretese intellettuali.
    La signora Gina, invece, consumatrice di 52 anni sostiene che tra le donne adulte, in particolar modo le madri di famiglie abbastanza numerose, l’uso della borsa per fare la spesa è ormai abitudine del passato poichè ritenute poco pratiche e sempre più spesso sostituite da carrellini con ruote molto più maneggevoli e capienti.
    Continuo l’indagine sondando anche l’emergente mercato asiatico. Nyoko proprietaria di ben due banchi di prodotti e derivati cinesi ribadisce che il calo delle vendite è stato significativo e ha colpito soprattutto il mercato delle borse a tracollo, da qui pare venga la definizione “tracollo delle borse”, sempre più spesso sostituite da zaini e zainetti di varie forme e misure in grado di soddisfare qulasiasi esigenza dallo studente al professionista.
    Sempre secondo Nyoko la principale causa di questa crisi è la mancanza di novità sul fronte del design delle borse che ormai da anni è sempre lo stesso. Per questa ragione, conclude Nyoko, durante questo week-end i 7 più importanti Grafici di borse del mondo si riuniranno in un delicatissimo convegno, denominato G7, per escogitare nuove soluzioni che possano ridare vigore e speranza al settore quando il prossimo lunedì mattina riapriranno i mercati borsistici di tutto il mondo.

  4. …ma che è una specie di candiid camera de noantri?
    secondo te qualcuno lo leggerà il tuo papiro?
    Mah … per me ,in questo contesto, sprechi il tuo tempo.

  5. … “Allora adesso poi c’è anche questo.” cit.

    è dal primo di ottobre che sento uno smaronamento…

    bon.

    ciao

  6. Ragazzi io accetto sempre e comunque l’opinione di tutti, ci mancherebbe altro, però i miei interventi non tolgono mica spazio a nessuno. Se a qualcuno non piacciono, e ci può stare benissimo, basta passare al post successivo, no? La mia idea era solo quella di rendere un pò più attivo e magari creativo un Blog già bello fatto da un autore verso il quale tutti proviamo grande stima. Insomma, io sento di avere qualcosa in comune con tutti i frequentatori di questo blog e per questo provavo anche a strapparvi un sorriso. Magari mi sbaglio e se è il caso me ne scuso. Comunque, un grosso saluto a tutti che adesso devo andare a trovare Paolo che viene nella mia città.
    Alan

  7. A me sembra bella, questa versione, ma forse è perché conosco l’originale, che copio, in forma scritta e per intero, qua sotto.
    ps non litigate

    Storia triste di Luciano Re Lecconi
    tragedia in atto unico di Nello Bogoncello
    [da Distrazioni della realtà n°1, ottobre 1997]

    Re Cecconi. Mani in alto! E’ una rapina!
    Il gioielliere (gli spara).
    Re Cecconi. Aaah!
    Il gioielliere. No! Luciano!
    Re Cecconi (muore).

    Pausa

    Chinaglia. Che tragedia!
    Wilson. Che dramma!
    Ammoniaci. Che disgrazia!
    Garlaschelli. Che incidente!
    Frustalupi. Che lutto!
    Polentes. Che destino atroce!
    Ghedin. Che tragica fatalità!
    Pulici. Che storia!
    Maestrelli. Che roba!
    D’Amico. Era mio amico!
    De Sisti. Non era mio amico!
    Caso. Che caso!
    Desolati. Che desolazione!
    Mario Piga. Che…
    Mario Piga. …sfiga!
    Borzoni. Che lecca!
    Furino. Cazzi suoi!
    Benetti. Se l’è cercata!
    Rocca. An vedi quello…
    Negrisolo. Sta a fa’ scherzi der cazzo!
    Pizzaballa. Dio mio!
    Breitner. Mein Gott!
    Keegan. My God!
    Blochin. Boze moj!
    Jeandupeux. Mon Dieu!
    Maurizio Barendson. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino!
    Paolo Valenti. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!
    Bulgarelli. Oh!
    Altafini. Ah!
    Causio. Eh!
    Ginulfi. Ih!
    Cuccureddu. Uh!
    Gola. Bh!
    Cereser. Ch!
    Brugnera. Dh!
    Comunardo Niccolai. Fh!
    Cera. Gh!
    Superchi. Hh!
    Galdiolo. Lh!
    Merlo. Mh!
    Bet. Nh!
    Bachlechner. Ph!
    Arnuzzo. Qh!
    Magistrelli. Rh!
    Bruscolotti. Sh!
    Juliano. Th!
    Saltutti. Vh!
    Vriz. Zh!

  8. eh Paolo la versione originale è tutt’altra cosa…
    tranquillo che micca litighiamo!
    Ma la gatta sta bene?

  9. Che poi Paolo quando tu ieri al convegno del Geofest hai svicolato la mia domanda che alla fine ti chiedevo solo se data la tua scrittura molto particolare, ricca di cadenze e modi di dire tipicamente emiliani fosse più o meno ipotizzabile una traduzione dei tuoi romanzi anche all’estero, ma te t’ho capito che non ti piace mica tanto rispondere alle domande e alla fine dici sempre quello che vuoi tu. Comunque, quando ad un certo punto nella tua risposta hai divagato ed hai detto che forse sarebbe anche arrivato il momento di pensare seriamente a liberalizzare le droghe, beh è calato un gelo nella sala che io potevo percepire distintamente le menti di quelli intorno a me che pensavano: ma guarda questo Paolo Nori che aveva letto quelle cose così belle su Bologna, quelle cose così divertenti, piene d’ironia, niente…. un drogato!

  10. Un’ultima cosa sul convegno di sabato che non resisto proprio a non dirla.

    Che io poi volevo chiederti ma tu Paolo Nori adesso che c’hai anche questo bel blog tutto tuo, che oramai sei uno scrittore di una certa fama e tutti ti fanno elogi, complimenti, ti vogliono tutti bene e a ragion veduta che tu puoi davvero andare in giro e dire Io sono Paolo Nori e sono uno scrittore di una certa notorietà che ho pubblicato anche molti libri che oltre a essere bravo sono anche uno scrittore prolifico e io ho pubblicato con tutte le principali case editrici d’Italia, io ho pubblicato per Einaudi, ho fatto dei libri con Bompiani e La Terza, sono uno dei più innovativi autori contemporanei italiani di Feltrinelli, io che sono anche il precursore di un nuovo genere narrativo generazionale e mi chiamano a un sacco di incontri, di convegni, dibattiti per parlare di letteratura ma anche di altro.
    Sì, tutto vero bravo….. ma tu Paolo Nori l’hai mai scritto un romanzo rizomatico?

    Nota per tutti quelli che non c’erano: una delle scrittrici che ha partecipato insieme a Paolo ed altri al convegno, sinceramente non ricordo il suo nome, ad un certo punto parlando della sua opera ha detto che lei aveva scritto “un libro rizomatico”. Magari mi sbaglio ma per un attimo mi è sembrato di cogliere sul viso di Paolo una sfumatura di perplessità ;-)

  11. Alan, sai che secondo me questo non è un blog? A me sembra che sia un sito: forse hai ragione tu, tecnicamente forse è un blog, ma io preferisco lo stesso chiamarlo sito.
    Poi ho risposto sommariamente alla tua domanda perché mi sembrava che non fossimo lì a parlare di me ma di un’altra cosa, e perché c’erano, con me, altri tre scrittori e un sociologo (con un nome bellissimo: il sociologo Nuvolati). Ne approfitto per rispondere adesso: Bassotuba non c’è è stato tradotto in tedesco, francese e spagnolo. Una casa editrice greca ha comprato i diritti per Pancetta e una parte degli Scarti è stata tradotta in olandese.
    Per via della legalizzazione delle droghe, io ho avuto l’impressione opposta, che ci fosse un diffuso consenso, come si dice (la questione della legalizzazione delle droghe, tra l’altro, non l’ho introdotta io, nel dibattito di ieri, ne aveva parlato prima Pascale nel suo intervento, io ho detto alla fine che su questo ero perfettamente d’accordo con lui).
    Scrivo queste cose, Alan, oltre che per risponderti, perché chi non è stato ieri al Geofest, dal tuo riassunto si fa un’impressione un po’ strana, secondo me.
    Infine: la scrittrice si chiama Elena Stancanelli e anche lei ha pubblicato per le principali case editrici italiane e a me è molto simpatica. Una teoria rizomatica è una teoria che si diffonde per ampliamenti e collegamenti non lineari, non prevedibili o giustificabili razionalmente, anche sotterranei. Prima di ieri non avevo mai sentito parlare di Libri rizomatici, e mi sono sorpreso perché ho pensato che anch’io, in fondo, i libri che scrivo, son rizomatici.

  12. Ah ecco, però avevo visto bene che ti eri un poco sorpreso sul “rizomatico”. Sono felice di sapere che vieni tradotto anche in altre lingue e ammetto che mi piacerebbe tantissimo sapere bene lo spagnolo per leggere il tuo libro anche in quella lingua e cogliere le sfumature lessicali. Grazie dell’esauriente risposta.