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Quello che può pensare la gente

sabato 26 novembre 2016

Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, traduzione di Adriana Motti, Milano, Adelphi

Nelle pagine che seguono ho cercato di dare un quadro preciso e tutt’altro che esagerato dei miei familiari; essi sono rappresentati come li vedevo io. Per spiegare alcuni dei loro tratti più strambi, comunque, mi sento in obbligo di precisare che nel periodo in cui stemmo a Corfù eravamo tutti molto giovani: Larry, il più grande, aveva ventitré anni; Leslie diciannove; Margo diciotto; mentre io ero il più piccolo, avendo appena toccato il tenero e impressionabile traguardo dei dieci anni. Non siamo mai stati molto sicuri dell’età di mia madre per il semplice motivo che lei non riesce mai a ricordarsi la sua data di nascita; posso soltanto dire che era abbastanza avanti negli anni da avere quattro figli. Mia madre vuole anche che dica he è vedova, perché, come ho osservato acutamente, non si mai che cosa può pensare la gente.

[Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, traduzione di Adriana Motti, Milano, Adelphi 1975, pp. 11-12]