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venerdì 8 luglio 2016

Jack Ritchie, Approssimativamente tuo, traduzione di Carlo Oliva, Milano, Marcos y Marcos

La mattina, raggiunsi zia Sarah nella veranda per la colazione. Le baciai la guancia e mi sedetti davanti a un piatto di bacon canadese e uova strapazzate.
«Sei rientrato piuttosto tardi, ieri sera, Roger» disse lei.
«Eri alzata? Era tutto buio».
«La mia insonnia. Dove sei stato?»
«Al cinema».
Lei fece una smorfia. «Spero che non fosse un film vietato ai minori».
«No, zia Sarah. Solo ai minori di quattordici anni».
Lei si addolcì subito. «Be’, tu sei adulto, dopo tutto, e immagino che i film vietati ai minori di quattordici anni non facciano troppo danno. Ma suppongo che ci fosse una quantità di parolacce».
«In effetti, non se ne usano tante, al cinema. Ma quelle disponibili erano ripetute piuttosto spesso».

[Jack Ritchie, Approssimativamente tuo, traduzione di Carlo Oliva, Milano, Marcos y Marcos 1999, pp. 26-26]