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Perché non l’adopra

mercoledì 6 settembre 2017

Fra tutte le statue di Firenze, la statua di Giovanni delle Bande Nere è quella che più si meriterebbe un par di ceffoni sul muso. Guàrdalo un po’, come se ne sta seduto comodo in San Lorenzo, con quel suo tronco di randello nel pugno. O piove, o tira vento, Giovanni è sempre là, col suo sorriso molle nel viso barbuto. E che barba da paino, tutta riccioletti corti, ben pettinata, ben lisciata, intorno a una bocca che par quella di una donna con la voglia del cocomero. Non si scomoda neanche se tu lo pungi nel sedere con uno spillo. «Ci sto bene, e ci sto – par che dica – e pròvati a farmi alzare, se ti riesce». E quel bastone in mano, che se ne fa? O perché non l’adopra? Già, perché non l’adopra? Non si può dire che in questi ultimi tempi non gli siano mancati il modo e le occasioni.

[Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Milano, Adelphi 2017, p. 159]