Non sapere cosa farci

lunedì 8 ottobre 2018

L’altroieri, intanto che andavo a presentare La grande Russia portatile a Formigine, mi è venuto in mente di una volta che una ragazza russa, di venticinque anni circa, che faceva la maestra a Mosca, mi ha raccontato che, quando faceva le elementari, erano andati, con la sua classe, in gita in Ungheria, in corriera, e che era stata una bella gita ma che quando, al ritorno, la corriera aveva rimesso le ruote sul suolo russo, lei e tutte le sue compagne di classe erano scoppiate a piangere; una corriera intera che piangeva perché era tornata nella madrepatria.
Adesso io, il patriottismo, a me non piace, in astratto, però questo racconto a me, allora, mi aveva commosso, e adesso, mi commuove ancora, non so cosa farci.