Malinverno
lunedì 27 ottobre 2008

Ho letto uno stranissimo romanzo di Fabio Lubrano, scritto una decina d’anni fa e pubblicato adesso da Zandegù.
Il romanzo si intitola Malinverno, ne leggo ad alta voce un passaggio qua sotto, un dialogo tra due signore, Agata e Gina, al supermercato, davanti allo scaffale dei dolci. Si sente qui: malinverno


Divertente, più per la voce di Paolo che per il testo, che lo senti e dopo un po’ le mani ti partono da sole, a far scongiuri.
Zandegù per me era un ciclista, vincitore di un Giro delle Fiandre, nel 1967. Quando ha smesso, mi ricordo, i suoi tifosi gli hanno fatto uno striscione: Viva viva Zandegù anche se non corre più!
Oggi scopro che Zandegù è anche una piccola casa editrice che stampa narrativa surreale, e a prima vista, lo fa bene. Poi fa belle copertine, che non guasta.
http://www.zandegu.it
Malinverno
l’avevo letto anche io. l’ho trovato bellissimo, ma non l’ho mai detto a nessuno.
baci
Pau
Il pezzo per me è proprio bello, e mi sa che adesso ordino il libro da qualche parte; quel discorso che faceva Francesco sulle copertine, però, insomma, se bello vuol dire pieno di colori, o con le scritte grosse e i titoli storti e i caratteri giocosi e sbarazzini, allora le copertine di Zandegù son senza dubbio belle, però a me, se togli i titoli, sembran più le copertine dei quaderni delle medie, ora sto divagando, ma insomma, dir che son belle, via, su.
Perchè, secondo te, i quaderni delle medie erano brutti? Io solo a pensarci mi viene il buonumore…
stranissimo non c’è dubbio…bello non mi pare tanto bello, magari il libro si, non so, è bello il libro?? :)
A me mi vien da piangere. Con quelle righe di lato con le parole che non si spezzavano mai al punto giusto, quella “s” sempre in più, quei punti che ti toglievano perchè eri tutto un disordine!
Comunque insomma, per continuare il discorso sulla grafica, insomma, secondo me nei libri ci vuole come dire un contegno, diciamo così, se non nelle illustrazioni almeno nel titolo, certo se i titoli scritti storti e con cinque-sei caratteri tipografici diversi a voi piacciono, ché ci vedete qualche particolar ragione perché siano così, io non discuto, ma insomma, io son appassionato di grafica, e per certe cose mi rendo conto sono un po’ talebano, non faccio testo, però io i libri con le copertine così “sature” mi fanno venire il nervoso, ogni tanto capita che li vorrei pure comprare, dei libri con la copertina che non mi piace, ma niente, non ce la faccio mica, saranno anche belli, eh, ma a me mi viene da lasciarli lì.
Comunque non è mica automatico che le immagini che son belle nel loro preciso contesto poi sarebbero belle anche messe da un’altra parte. Prendi ad esempio, che so, la Gioconda, immagina di metterla sulla copertina di un romanzo, chi vuoi che lo comprerebbe.
allora non lo hai comprato Il codice da Vinci di Dan Brown?, neanch’io, ma perché mentre lavoravo (in spiaggia) vedevo che ce l’avevano tutti sullo sdraio e mi dava il nervoso.
Sarah, ogni tanto, quando uno fa dell’ironia, poi gli vien sempre il dubbio se lo capiranno o no, poi per fortuna arriva qualcuno che questo dubbio glielo risolve, quasi sempre :)
che stavo cadendo dal pero, no no stavo cadendo dal pero, infatti ti stavo dicendo guarda che c’è! l’hanno fatta una roba così!, ma poi l’ho presa alla larga.
Son contento, comunque, sei stata elegante, spero che adesso mi vuoi ancora bene :)
(io comunque, quell’estate che tutti leggevano il codice da Vinci, andavo in spiaggia con Gödel, Escher, Bach, non so se hai presente, mi evitavano tutti, anche gli ambulanti africani)
È per via della ghirlanda brillante.
Bach il compositore celebre lo conosco, sugli altri girerei alla larga, ma conosco pochissime cose, anche Bach non lo conosco troppo bene. E poi bravo che sai mettere la o con i puntini sopra, che sicuramente avrà un nome specifico come la ce diglia, che sicuramente non si scrive così, mi sto inoltrando i percorsi sconosciuti e misteriosi meglio che la pianto.
Per mettere quella O coi puntini, che in tedesco si chiamano umlaut e se non hai voglia di metterli puoi mettere una E dopo che coi tedeschi ci fai anche bella figura, dicevo, su Windows per metter quella lettera lì devo aprire una cosa che si chiama Mappa Caratteri poi andare a cercare in una finestrina piccolissima la casellina raffigurante la O con i puntini, cliccarci sopra, andare su una casella di testo dove è comparsa quella O coi puntini e selezionarla, poi copiarla nel testo originale. In pratica c’è voluto più a trovar quella lettera che a scrivere il commento. Poi però una volta che l’hai scritta puoi andare a copiare quella lì.
(Gödel era famoso per essere uno di poche pretese, da cui il proverbio Chi si contenta Gödel)
Sul mac basta che fai alt+U e poi premi la vocale che t’interessa, ti vien fuori con le dieresi e non capisci come faccia.
Comunque, Gödel, è un po’ che lo sto aspettando, ma non arriva.
Il libro E’ bello.
E sì, per chi ha letto Gödel, qesto è il postulato necessario ed indimostrabile, per cui non state lì neanche a chiedermi il perché, eh!
Forte, ma una grattata ci sta tutta!
;-)