Magri

giovedì 9 ottobre 2008

L’anno scorso Andrea Gambetta, della fondazione Solares, ha chiesto a me e a Giuliano Della Casa di mettere su qualcosa sul tema del cibo, per una mostra che si chiamava Gnam, che è l’acronimo di Gastronomia Nell’Arte Moderna, credo.
Allora con Giuliano ci siamo messi un po’ a lavorare e alla fine sono saltati fuori un testo di cinquanta minuti (25 cartelle), intitolato I libri devono essere magri, e dodici tavole un metro per cinquanta centimetri con dodici riratti di scrittori magri o meno magri, e con il fondo alla tavola il frammento di testo che a loro si riferisce.
I libri devono essere magri è, in origine, una lettura musicata (musica di Tienno Pataccini eseguita dall’Usignolo) e anche una mostra portatile (la mostra si monta nel corso della lettura) che abbiamo fatto a Parma alla fine dell’anno scorso, a Spilamberto, in provincia di Modena, poche settimane fa e che rifaremo forse a Modena, in un locale che si chiama Il baluardo, tra qualche settimana, ma adesso è anche un libro, pubblicato da Tre lune, una casa editrice di Mantova che ha pubblicato anche una bellissima edizione delle Bucoliche di Virgilio illustrata sempre da Giuliano Della Casa.
Il libro ha in quarta di copertina la tredicesima tavola, della quale non ho una riproduzione fotografica, e il cui testo (un’imitazione abbastanza spudorata di Charms) è questo qua:
Beckett, scriveva in una lingua che non era la sua.
Flaubert, voleva scrivere un libro su un fatto insignificante.
Pasternàk, di tutti i suoi libri di poesie pensava Era meglio se non lo pubblicavo.
Balzac, le prime cose che ha scritto pensava che fossero porcherie letterarie.
Sciascia, delle volte si confondeva.
Hemingway, gli piacevano i fucili.
Majakovskij, gli piaceva la polizia.
Andy Warhol, usava le parrucche.
Gogol’, pensava di essere un profeta.
Petrarca, si è fatto incoronare.
Kafka, i suoi libri avrebbe voluto bruciarli.
Tutti un po’ dei disgraziati, a guardarli così.

Le dodici immagini di Giuliano Della Casa son queste qua:

(se si clicca sulle immagini le si ingrandisce, se si clicca ancora una volta le si ingrandisce ancora e si legge anche il testo)

ps Il libro è, al momento, abbastanza difficile da trovare nelle librerie e nel testo della tredicesima tavola, mi sono accorto adesso, mi sono dimenticato Leopardi.



21 commenti to “Magri”

  1. Il libro si può comprare anche in rete: da segnalare il sito http://libri.dvd.it , dove il volume compare nella categoria “Libri Cucina ed economia domestica” …
    Comunque se andate in libreria potete indicare il codice ISBN: 978 8889832264, i commessi vi saranno grati.

  2. Che io è solo da un anno che ho scoperto i libri di Paolo Nori e quando ho cominciato a leggerli mi si è accesa dentro di me una roba un’illuminazione, una voglia di continuare a leggere e anche riprendere a scrivere, che qualche anno fa quando ero giovane scrivevo un pò anch’io ma così per diletto, che erano anni che non avevo di quelle folgorazioni lì letterarie. La prima volta l’avevo avuta dopo aver letto Comici spaventati guerrieri di Stefano Benni e la seconda volta qualche anno dopo con La fata carabina di Daniel Pennac. Poi basta più niente fino allo scorso inverno. E di libri ne ho continuati a leggere mica avevo smesso.
    Ma da quando ho comiciato a leggere i suoi libri c’è un’altra roba che mi capita di fare sempre più spesso: ci faccio dei discorsi mentali io con Paolo Nori, di quelle discussioni saltan fuori! Quando vado in bicicletta sulle colline del piacentino, qua verso Rivergaro o Travo, oppure quando vado a correre in città sotto casa mia sul facsal, che è un viale alberato di Piacenza, io ci faccio dei discorsi che mi sembrano anche belli e interessanti che a volte prendono spunto dai suoi libri a volte no, però sono tutti rivolti a lui, sì insomma che mi vengono ispirati da lui. Non sono veri e propri dialoghi dato che parlo solo io, sono più dei monologhi però io me lo immagino lì davanti a me che mi ascolta anche con un certo interesse, per dire.
    Allora poi l’altra sera, il 7 ottobre, l’ho conosciuto di persona alla presentazione del secondo numero dell’Accalappiacani qui a Piacenza e mi è parso proprio una persona disponibile e per bene e siccome stava parlando con delle persone che conoscevo mi sono avvicinato, che sono sempre un pò timido in queste cose e non so mai se gli artisti in generale c’hanno piacere che uno va lì a farci i complimenti o se poi invece provano fastidio, e c’ho chiesto l’indirizzo del sito e l’email e subito il giorno dopo ho cominciato a stracciargli un pò i maroni con un pò di complimenti e altre robe nostre e lui gentilissimo mi rispondeva subito alle mie email che mi sembrava quasi che c’aveva un risponditore automatico di mail tanto arrivavano veloci le risposte ma invece era lui davvero che le scriveva perchè c’avevano tutte una certa pertinenza con quello che si diceva.
    Davvero molto gentile pensavo, però quando uno è gentile con te tu devi essere gentile con lui, quindi anche capire la sua situazione che in questo caso significa non rompergli troppo le balle che uno scrittore non può mica passare il tempo a rispondere alle email dei fans che di sicuro ha molte email ben più importanti a cui rispondere, robe del mondo dell’editoria m’intendo e poi deve anche cercare di scrivere che c’ha già quel problemino con il freecell se poi ci mettiamo anche noi a fargli perdere tempo lui non scrive più niente e noi fans rimaniamo con un pugno di mosche in mano.
    Allora mi sono detto, io comunque c’ho delle robe che gli devo dire sennò continuo a pensarci e non ne vengo a capo, quindi gliele scrivo nel Blog che se l’ha voluto fare bello interattivo adesso deve anche portare pazienza con noi fans e poi magari conosco altre persone che c’hanno le mie stesse esigenze e magari vengono anche fuori dei bei discorsi e delle nuove amicizie.
    Capace che magari per ovvie ragioni quello che scrivo non è prorpio pertinente con il post che lui ha inserito (i post sono i messaggi che si mettono nei blog, lo dico perchè sono un informatico e queste cose, questi termini li conosco bene io) però da qualche parte devo pur metterli che lui mica può creare una sezione per tutti i discorsi che devo farci.
    Ecco.

  3. Dimenticavo…. spero di non dar fastidio.

  4. Lì, il problema, dare fastidio, il rischio di dare fastidio uno non può mai escluderlo, nella sua vita, l’unico modo sarebbe chiudersi in casa, però magari uno poi che è fuori pensa Guarda quello lì che sta sempre chiuso in casa, mi fa venire un nervoso, e anche quello allora in un certo senso vuol dire dare fastidio però, nel tuo caso, per quel che mi riguarda, a me non dai assolutamente fastidio.

  5. Allora vado avanti, poi per oggi basta che un pò devo anche lavorare, però sono già contento così che ho ritrovato un pò di vena artistica ed erano anni che non mi succedeva di scrivere delle robe così di getto e che non mi sembrano neanche brutte brutte. Ecco il seguito…

    Che siccome in questi giorni sono abbastanza Norizzato per via che sto leggendo Spinoza, poi l’ho conosciuto dal vero poi ci siamo scambiati anche qualche mail, allora dicevo in questi giorni, ma tranquilli che tra qualche giorno poi mi passa, sono abbastanza pervaso da questa Norità che fa sì, leggere il post precedente se non siete stati attenti, che i mie discorsi con lui siano ancora più frequenti del solito. Per esempio proprio qualche ora fa sono andato a fare i miei giri del facsal, che sono delle corse che faccio di solito nella pausa pranzo ma anche verso sera sul viale qui sotto casa mia per tenermi un pò in forma che l’ispessimento dell’adipe alla mia età è sempre dietro l’angolo.
    Bene, quasi tutte le volte quando arrivo in fondo al facsal dalla parte verso la Lupa, piazzale Libertà si chiama a voler essere precisi e lo dico per chi non conosce bene Piacenza che ci può stare, c’è sempre un tipo seduto su una sedia fuori dal negozio di panetteria-salumeria che mi fa venire su un nervoso. Questo tipo sui 35/40 anni di bell’aspetto, pelata alla moda con basette e barba leggermente lunga, bel fisico, orecchino, collana pantaloni quasi sempre tipo militare e maglietta e giubbino in tinta se ne sta sempre lì con una sigaretta in mano e birra per terra vicino alla sedia che se io facessi quella vita lì anche solo una settimana metto su subito 4/5 chili che invece mi tocca fare questi giri di facsal per potermi permettere qualche bicchiere di rosso la sera.
    Faccio il secondo giro, tempo trascorso dal primo circa 15 minuti, e lui è ancora lì però si è dovuto spostare che alle 12.30 la panetteria-salumeria chiude e tira dentro le due sedie che mette fuori per gli ospiti, ma in una c’è sempre lui che secondo me c’ha su riservato come i tavoli nei locali che sono vuoti tu non trovi posto ma è riservato ti dicono. Allora lui si è spostato di 15 metri verso destra, dopo Pierfoto e si è messo fuori dal baretto che c’ha due tavoli di legno e lui sta lì quasi sempre da solo con la sua Moretti da 66 cl. E a me fa un pò nervoso un pò invidia perchè anche quando vado a correre in altri orari lui c’è sempre e allora penso che magari lui c’ha un lavoro importante che gli basta lavorare un’ora al giorno per vivere bene o è ricco di famiglia o magari va a rubare non lo so, che poi l’invidia ti fa venire di questi pensieri anche mica tanto belli.
    Poi per fortuna continuo il mio giro e torno verso via 4 Novembre, il palazzo del Cheope e il Liceo e lì mi torna il buonumore che a quest’ora ci sono tutti i ragazzi fuori che aspettano i pullman e soprattutto le ragazze che c’hanno quei pantaloni a vita bassa che quando si siedono sui muretti o sul marciapiedi vicino alla fermata si abbassano ancora di più e a quelli di una certa come me fa sempre un bell’effetto elettrizzante che a noi di solito basta anche un’ombelico o una spalla figurarsi vedere lì in bella mostra tutta la Y del culo.
    Allora poi finisco il giro, vado a casa mi faccio una bella doccia calda e poi ripenso alle ragazze e alla loro Y e, come si suol dire, tiro un pò il collo al papero che è come diciamo noi a Piacenza quando uno si fa del bene da solo.

    P.S. questo messaggio che parla di attività fisica alla fine mi sembra che è anche abbastanza in tema con il post originale Magri, no?

  6. Siascia? sicuro?

    ciao
    Pau

  7. Gentile Maestro Unico,
    in questo libro si fa bordello di tutto, come avrebbe detto la nonna di Natalia Ginzburg. Devo però aggiungere che anch’io ho riso fino alle lacrime, soprattutto all’idea di Hemingway, che, scopertosi ingrassato - e qui La cito alla lettera - non c’è stato niente da fare, si è dovuto sparare.
    Non sarà la Sua una scuola elementare di cinismo emiliano?
    Mirella

  8. Per Paola: ho corretto, grazie.
    Per Mirella: chissà che scuola è.
    Ciao.

  9. Io pensavo fosse giusto:
    Siascia delle volte si confondeva.
    Cioè:
    Siascia delle volte si confondeva!

  10. Per Alan: non so. Adesso, non che tu abbia supposto un rapporto diretto, ma mi vien lo stesso da pensare che Beckett non facesse footing.

  11. Era un refuso. È bello che spesso, quando uno trova un refuso, si pensa spesso che ci sia una ragione per cui è così.

  12. Refuso: Monarca in preda a un forte esaurimento nervoso.

  13. Leonardo ha lasciato una sua scia (non lasciva) ma questa scia, quale sia, nessun lo sa.

  14. Beckett chi, il famoso tennista? Non saprei, non lo conosco.

  15. … che poi, uno scrittore che assomiglia a un uccello, un rapace, non poteva che chiamarsi Beckett… se ci si pensa bene.

  16. @stefano: anche io pensavo, sai un po’ per la parlata emiliana, infatti ho chiesto…^__^

    @giancarlo (per beckett) stupendo!!!!!

    baci
    Pau

  17. Grazie Alan per essere tornato a scrivere. Continua a farlo su tutti i blog d’Italia, che l’ultima volta che hai scritto un libro ho passato 6 mesi a cercare di venderlo col risultato di:
    - perdere 6 amici
    - essere mollato dalla fidanzata che era pure gnocca
    - mia zia non mi parla piu’ che non e’ poi cosi’ male
    - rimetterci 15000 lire o forse anche 20 non lo so
    - perdere due tappe del tour de france.
    Grazie paolonori di continuare a scrivere libri bellisimi che neanche pago che’ me li passa il mio amico Alan che a parte gli scherzi a scrivere e’ bravo.

  18. Ehm, veramente amico mio, che non sono sicuro ma da quello che scrivi dovresti essere quel fesso di Luca, questo è il primo ed unico Blog in cui ho scritto qualcosa che di solito “godo molto di più nell’ubriacarmi, oppure a masturbarmi,
    o al limite a scopare” (F. Guccini). E comunque vedi di restituirmi i libri prima o poi, và.

  19. Ma lo sapete che l’italiano e’ una bella bestia che non e’ mica sempre facile da domare. Se paolonori (professionista) o anche il mio amico Alan (dilettante) scrivono un pezzo, anche se rizomatico!?, uno che lo legge lo capisce bene cosa volevano dire. Ma quando mi cimento io (analfabeta di ritorno) non sono tanto sicuro di essere compreso. Io volevo fare i complimenti ad Alan oltre che a paolonori, ma mi sembra di non esserci mica tanto riuscito. Dal prossimo intervento prometto di mettere bene in fila soggetti, predicati e complementi senza ne’ anacoluti ne’ altre figure retoriche. Almeno ci provo, speriam bene….

  20. Io l’ho trovato da Feltrinelli. L’ho messo su anobii ma non ha la copertina. quasi quasi la scannerizzo e la metto io.

  21. …a meno che visto che avete già messo qui le dodici immagini, non volete farlo voi..