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Ma cosa dicono?

mercoledì 26 giugno 2013

banda

 

 

 

 

 

 

Ero lì, in prima classe, eravam tutti lì, dentro il nostro spazio, come se ciascuno avesse comprato uno spazio che era suo, e solo suo, con un’aria che era sua, e solo sua, e un odore che era suo, e solo suo, succede così, in prima classe, su quei treni veloci, non so come mai, in seconda non succede, ma quella volta lì, non c’erano posti di seconda classe ce n’erano solo di prima, avevo deciso all’ultimo momento, dovevo dare una cosa alla figlia di Paride, avrei potuto dargliela il giorno prima, il giorno del funerale, a Bologna, non avevo avuto il coraggio, e allora il giorno dopo, al mattino, avevo telefonato, era a casa, avevo guardato i treni, avevo fatto il biglietto, uno di quei treni lì che ci metti un attimo, un attimo a andare e un attimo a tornare, era stato quasi più il tempo che avevo aspettato in stazione l’arrivo del treno che il tempo che ero stato sul treno, che io arrivo sempre un po’ in anticipo, ma abbastanza, tipo mezz’ora, che per un imprenditore, mi rendo conto, è una cosa strana, e infatti non sono un imprenditore, e quando devo prendere i treni, o gli aerei, faccio così, e quando arrivo in una stazione, o in un aeroporto, arrivo sempre mezz’ora prima, delle volte anche un’ora, e non mi pesa, per via che mi piacciono, le stazioni, e gli aeroporti, a parte la gente, c’è un sacco di gente, in atteggiamenti strani, se volete vedere qualcuno che corre andate in una stazione, o in un aeroporto, c’è pieno di facce, ci son delle facce, tra quelli che scendon dai treni, che solo quelle valgono il prezzo del biglietto, che tra l’altro son gratis, e sono dei posti, son sempre pieni di angoli, o di interi edifici, persino, che vanno in sfacelo, e io, non so come mai, mi piace, lo sfacelo, mi piaccion le cose che finiscono, alla stazione di Parma, per dire, il marciapiede del binario quattro, se uno lo fa tutto, verso Bologna, quando finisce, che davanti a te hai solo dei binari, come essere sulla proda di una nave, in un mare di binari, un mare di metallo e di elettricità, tutta roba del secolo scorso, sarà per quello, sarà che io, a me, mi hanno fatto nel secolo scorso, io sono fatto di cose concrete, metallo, acqua, carne, e elettricità, ecco io sono quello, non sono un imprenditore, quando mi presentano come imprenditore “Ma cosa dicono?”, penso, quando dicono intraprendere, quello lì è un verbo, intraprendere, diomemama.