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La sensazione che tutto sia comprensibile e chiaro

mercoledì 24 agosto 2016

Czesław Miłosz, La mente prigioniera

Nel corso dell’Ottocento, in seguito alla nascita della lettura di massa, cominciarono ad apparire opuscoli che diffondevano le teorie scientifiche. Indipendentemente dal valore di queste teorie, bisogna constatare che una volta assunte forme volgarizzate esse divennero qualcosa di diverso rispetto a quando erano parte della ricerca scientifica. Ad esempio la teoria di Darwin sull’origine delle specie e sulla lotta per l’esistenza non è più, dopo essere stata semplificata e divulgata, la stessa che era per Darwin e per gli scienziati in polemica con lui, ma si trasforma in importante elemento sociologico e prende una connotazione emozionale. I capi del novecento – Hitler ad esempio – hanno attinto il loro sapere unicamente da opuscoli di divulgazione, il che spiega tra l’altro l’incredibile confusione esistente nelle loro teste. Ciò che contraddistingue il sapere volgarizzato è la sensazione che tutto sia comprensibile e chiaro. Esso ricorda un sistema di ponti gettati su dei precipizi, che possono così esser baldanzosamente attraversati con l’illusione che non ci siano. ma il fatto che non sia ammesso guardare nei precipizi non significa purtroppo che non esistano.

[Czesław Miłosz, La mente prigioniera, traduzione di Giorgio Origlia, Milano, Adelphi 2013 (3), p. 236]