La rivoluzione

mercoledì 10 maggio 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Anche affamato, l’uomo è fatto così: si affanna per decidere se sono più buoni gli scarti di ortaggi o le foglie di tiglio, si agita perfino per questi problemi, e muore così, affondando pian piano nelle sfumature.
C’era il colera a Petrograd, in quel periodo, ma ancora non mangiavano carne umana.
Correva voce, sì, che un postino avesse mangiato la moglie, ma non so quanto ci fosse di vero.
C’era silenzio, sole, e fame, molta fame. La mattina si beveva il caffè di segale. Lo zucchero lo vendevano per la strada, 75 copechi la zolletta; una tazza di caffè si poteva bere senza latte o senza zucchero, non bastavano i soldi per l’uno e l’altro.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 174]