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La rivoluzione

domenica 5 febbraio 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

È difficile scrivere in che cosa l’anno 1921 differisce dal 1919 e dal 1918. Nei primi anni della rivoluzione non ci furono giorni feriali, o meglio lo furono le bufere. Non esiste uomo di una certa levatura che non abbia vissuto un periodo di fede nella rivoluzione. In certi momenti veniva fatto di credere ai bolscevichi. La Germania, l’Inghilterra sarebbero crollate, l’aratro avrebbe spazzato via i confini, inutili per tutti, il cielo si sarebbe arrotolato come una pergamena.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 270]