Ismaele

Nel corso della settima lezione della Scuola elementare di scrittura emiliana (succursale di Bologna) abbiamo parlato di un libro del quale si è parlato molto, in rete, il libro dei fincipit, Sempre cara mi quest’ernia al colon, di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli.
Chi lo conosce, non troverà nel seguito niente che non sappia già, chi non lo conosce deve sapere che il fincipit, se ho capito bene, è una pratica inventata da Alessandro Bonino e nominata da Stefano Andreoli che consiste nel prendere l’inizio di un libro o di una poesia o di una canzone famosa e nell’immaginare un seguito repentino e disastroso che provocherebbe la fine immediata di quell’opera o di quella canzone.
Dal libro, che ha la prefazione di Stefano Bartezzaghi, nel corso della settima lezione della Scuola elementare di scrittura emiliana (succursale di Bologna) abbiamo letto (più o meno) i fincipit seguenti:
Ei fu. Siccome immobile,
pagava l’ICI.
Chiamatemi Ismaele.
Che a me vede il numero sul cellulare e non risponde.
Non so che viso avesse,
neppure come si chiamava
mi spieghi come facevo ad andarlo a prendere in stazione?
Silvia, rimembri ancora
Ah no, c’hai l’Alzheimer.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
aspetterò i saldi.
When I find myself in times of troubles,
Lexotan.
C’è una strana espressione nei tuoi occhi:
non ti sarai mica cagato addosso?
Alla fiera dell’Est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.
Ma io l’avevo già letto.
Una rotonda sul mare
è mia sorella che nuota.
Respiri piano per non far rumore,
o sei proprio morta?
Ho visto le menti migliori della mia generazione
E ho pensato: “Andiam bene”.
Tanto gentile e tanto onesta pare,
invece non rilascia mai fattura.
Meriggiare pallido ‘a soreta.
Chiamatemi Ismaele.
- ISMAELEEEE!
La nebbia agli irti colli
piovigginando sale,
ma a me che me ne frega,
io vivo a Gatteo Mare.
E se domani io non potessi rivedere te,
fissiamo per dopodomani?
Tutti ormai lo chiamavano Don Ciccio. Anche se il suo vero nome era Ismaele.
Nel mezzo del cammin, tornai indietro.
[i fincipit sono opera di moltissime persone, che li hanno postati, come si dice (credo), sul blog di Alessandro Bonino, eiochemipensavo ]


Quella di leggere passi da questo libro, se posso permettermi, è stata veramente una brillantissima idea
Nel mezzo del camin, quanta fuliggine!
Adesso aspetto Giancarlo, questo post è pane suo…
Già dato. Nel Fincipit ci son delle cose.
Per es. quella citata da Bartezzaghi nell’introduzione:
“Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno e ora chi li lava tutti quei cazzo di bicchieri?”
Da extifoso del Napoli Basket (non esiste +)ricordo una memorabile partita contro Siena, durante la quale nell’ultimo quarto Napoli recuperò 18 punti grazie alle magie di un indimenticabile Mike Penberty. Questi, purtroppo, sbagiò il tiro ella vittoria e io su due piedi dissi al mio compagno di partite:
“Sono solo sul partquet,trafitto da un tiro da tre.
Ed è subito Siena.
Io ho capito solo qualche giorno fa che c’era anche il libro oltre che in rete, meglio tardi che mais come si dice. Provvederò…
..ai poster l’illustre pendenza..
Questo post qua mi sembra bellissimo.
Il mio fincipit preferito (che purtroppo non è mio):
“Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
oh ausiliario del traffico”
Insomma, un libro che merita la 3a edizione.