Intimo caos

sabato 30 20 Novembre19

“Ma cosa ti lavi da solo, ma smettila” rispondeva mia mamma “puzzano le cose che lavi te da solo, a mano poi, sei pieno di buchi sei, dove vai tutto sbrindellato?” e poi se per lei era arrivato il momento, partiva per un negozio che si chiamava ‘Intimo caos’.
E una volta c’ero andata anch’io con mia mamma, che prima di uscire mi sistemava sempre qualcosa, il cappello per esempio, e diceva: “forza ossicino”.
La commessa le aveva squadernato festosa dieci modelli di mutande da uomo e dopo, mia mamma, ne aveva scelto un tipo e la commessa l’aveva preso, l’aveva piegato come una reliquia, aveva fissato mia mamma qualche secondo e poi: “ha scelto bene signora” le aveva detto, “vedrà, questa è una mutanda valida”.
Da allora a casa, quando si comprava un oggetto che funzionava bene, come per esempio quel baracchino a manovella per grattugiare il parmigiano, che poi invece si rompeva sempre, ma all’inizio ci sembrava proprio utilissimo, dicevamo tutti: “è una mutanda valida”.