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Inceneritorofobi

sabato 25 giugno 2016

La scorsa settimana, come i lettori di Libero sanno benissimo, ci son stati i ballottaggi per l’elezione del sindaco in alcuni comuni italiani e, a Roma, come i lettori di Libero sanno benissimo, ha vinto Virginia Raggi del MoVimento 5 stelle. Quasi tutti i rappresentanti del MoVimento 5 stelle hanno commentato la cosa con soddisfazione; uno, Gabriele Folli, assessore all’ambiente del comune di Parma, ha scritto, sulla sua pagina Facebook, rivolto ai rappresentati romani del suo movimento: «Fatemi capire, a noi l’avete menata 4 anni per non essere riusciti a spegnere l’inceneritore e poi mettete come assessore all’ambiente una convinta inceneritorista? Ma andate un po’ a cagare, va!».
Allora, adesso, io un po’ son sorpreso per il linguaggio usato da Gabriele Folli, assessore all’ambiente del comune di Parma, e in particolare da quell’Inceneritorista che non avevo mai sentito e che potrebbe essere un neologismo da inceneritore; come camionista è uno che guida il camion, incerneritorista potrebbe essere una che guida l’inceneritore (ma l’incerneritore ha un volante? ha le ruote? non credo).
Forse si potrebbe dire inceneritorofila, una a cui piacciono gli inceneritori, e Gabriele Folli potrebbe essere definito un misoinceneritorologo, o qualcosa del genere; ma a parte il lessico, la cosa più stupefacente, della dichiarazione di Folli, è che lui si stupisca del fatto che per quattro anni gliel’hanno «menata per non essere riusciti a spegnere l’inceneritore».
Come i lettori di Libero sanno benissimo (e Gabriele Folli, probabilmente, si è dimenticato) alle scorse elezioni comunali di Parma del 2012 la promessa di spegnere l’inceneritore è stato il principale argomento elettorale del futuro sindaco di Parma Federico Pizzarotti (e del suo sodale Gabriele Folli), mentre il rivale di Pizzarotti, Vincenzo Bernazzoli, diceva che spegnere l’inceneritore ormai era impossibile; come ho già scritto in questa rubrica nell’aprile del 2013, una volta diventato sindaco, Federico Pizzarotti, che in campagna elettorale aveva anche detto che non avrebbe più assegnato incarichi nominativi senza concorsi, ha assegnato un incarico nominativo senza concorso a un consulente di sua fiducia, incarico costato ai cittadini di Parma qualche decina di migliaia di euro e che consisteva nel leggere tutta la documentazione e verificare se quel che Pizzarotti e Folli avevano detto in campagna elettorale, che l’inceneritore si poteva spegnere, era vero oppure no.
Sembra che, dopo qualche mese di lavoro, questo consulente abbia fatto una relazione (costata, lo ricordo, qualche decina di migliaia di euro) nella quale sembra dicesse che l’inceneritore, ormai, era impossibile spegnerlo, cioè la stessa cosa che Vincenzo Bernazzoli, antagonista di Federico Pizzarotti, in campagna elettorale aveva ripetuto per mesi gratis.
Sembra che poi, lì le mie informazioni sono un po’ di quarta mano, ma io ho sentito dire che Gianroberto Casaleggio avesse poi detto, qualche mese dopo, quando l’inceneritore è stato effettivamente acceso, che uno che vince le elezioni dicendo che non accende l’inceneritore e che poi invece lo accende è uno che dovrebbe dare le dimissioni, che, non lo so se è vera, questa cosa, ma se fosse vera è una delle pochissime cose dette da Gianroberto Casaleggio che io sarei stato d’accordo con lui, se l’avesse detta davvero.

[uscito ieri su Libero]