Il povero scrittore

martedì 17 luglio 2018

Una volta Fëdor Michajlovič Dostoevskij, che Dio l’abbia in gloria, aveva catturato un gatto per strada. Aveva bisogno di un gatto vivo per un romanzo. La povera bestia aveva pianto, aveva strillato, aveva sibilato e aveva roteato gli occhi, poi si era finta morta. Allora lui l’aveva mollata. L’imbroglione aveva morso il povero scrittore in una gamba e era scappato. È per questo che è rimasto incompiuto il miglior romanzo di Fëdor Michajlovič, che Dio l’abbia in gloria, «Povere bestie». Sui gatti.

[Aneddoto letterario attribuito a Daniil Charms (grazie a Nicoletta)]