Il mondo è pieno di gente che sta a casa – 7

giovedì 9 agosto 2012

Il cinque agosto, di sera, sono arrivate a casa mia due gattine di due mesi, due sorelle, una nera e una tigrata. Quella tigrata l’ho presa perché sembra uguale identica a una gatta che ha vissuto con me per sedici anni e che è morta il 4 di giugno di quest’anno, si chiamava Learco anche se ogni tanto la chiamavo l’Avvocato per via del fatto che mia nonna, del camino, noi in campagna abbiamo un camino che ha costruito mio babbo e che tira benissimo, e siccome tira benissimo consuma molta legna, e siccome consuma molta legna mia nonna diceva che mangiava come un avvocato, e siccome la gattina che ha vissuto con me per sedici anni mangiava moltissimo, ogni tanto la chiamavo l’Avvocato, come soprannome.
La gattina nera invece l’ho presa perché i gatti neri mi piacciono molto, e anche perché è la sorella dell’Avvocato (la gattina tigrata, dal momento che mangia che sembra che non abbia il fondo, che già a due mesi ha la pancia tigrata che le tocca per terra, mi è sembrato corretto chiamarla, di nome, Avvocato), e anche perché era brutto separarle, anche se la signora che ce le aveva, prima di darmele ha voluto sapere che mestiere facevo, e quando ha saputo che scrivo dei libri ha detto che spera che non ne debba scrivere, in questo periodo, perché tenere dietro a due gattine così piccole ci va un sacco di tempo.
Comunque, il cinque di agosto, di notte, ho dormito con queste due gattine che mi montavano su per le gambe che eran così piccoline che sembravano dei topi grandi, al buio, di notte.
Dopo, il sei di agosto, al mattino, sono andato a correre. Ho corso i miei trentacinque minuti, son tornato a casa, ho fatto la doccia, ho mangiato, mi sono vestito, sono andato in ospedale per farmi mettere un holter, che è una macchinetta che registra i battiti del tuo cuore per 24 ore, se lo tieni per 24 ore.
Io lo terrò per 21 ore, ho scoperto, lo devo riportare in ospedale alle otto del mattino del sette di agosto; devo mettermi l’holter per una cosa che ho avuto qualche mese fa che ho avuto un piccolo attacco ischemico transitorio, la stessa cosa che ha avuto Cassano, il calciatore del Milan, solo che Cassano han trovato il motivo, aveva un forame nel cuore, se non ho capito male, invece io di forami nel cuore non ne ho e il mio attacco ischemico transitorio è stato classificato come cripto-genetico, che significa che non si sa da cosa è stato causato, e questi esami me li fan fare solo così, per sicurezza, mi han detto.
«Ma il suo cuore, – mi han detto, – non si preoccupi, è sano», e a me, anche la mattina del sei di agosto, un po’, ma soprattutto la mattina del venti di luglio che ho fatto un altro esame che si chiama eco cardio, che vedevo praticamente in un monitor i battiti del mio cuore, e a me mi è venuto in mente l’inizio di quella poesia di Gozzano «Mio cuore, monello giocondo, che ride pur anco nel pianto, mio cuore bambino che è tanto felice d’esistere al mondo», mi sono anche un po’ commosso, mi è venuta su una tenerezza, per il mio cuore, vederlo lì in bianco e nero dentro un monitor che batteva, batteva.
Tutto questo è sucesso il venti di luglio, invece il sei di agosto è successo che mi han messo gli elettrodi e si sono raccomandati di non sudare, allora in bicicletta a tornare indietro sono andato pianissimo, la mattina del sei di agosto, verso mezzogiorno, che c’era anche caldo era difficile non sudare, ma io son stato bravo sono andato pianissimo non ho mica sudato.
Dopo sono arrivato a casa, dentro la cassetta delle lettere ho trovato un invito a un matrimonio, mi è venuta in mente una cosa che ha scritto un mio amico il cinque di agosto su twitter, che ha scritto che in questo periodo si sposa un sacco di gente, secondo lui è l’UDC che hanno messo qualcosa negli acquedotti.
Dopo, come sono arrivato nel mio appartamento ho cercato l’Avvocato e la Peppa (la gattina nera, siccome la Battaglia ha un gatto nero che si chiama Pepe, la gattina nera la chiamamo Peppa, abbiamo deciso con la Battaglia, che la Battaglia, come chi ha letto questo diario nei giorni scorsi forse ricorda, è una bambina di quasi otto anni che quando l’ho vista venir fuori, in sala parto, quasi otto anni fa, la prima cosa che ho pensato ho pensato “Fis’cioli, è uguale a me”), e l’Avvocato e la Peppa eran lì sul tappeto che dormivano che a me, sarà che non son molto pratico, ma mi sembra che sia facilissimo, avere a che fare con due gatte piccole che loro, quello che fanno, mangiano, giocano, dormono e vanno in bagno.

[uscito ieri sul foglio]