Il mondo è pieno di gente che sta a casa – 10

domenica 12 agosto 2012

La mattina del 9 di agosto, verso le nove, stavo finendo di correre, ho incrociato il mio panettiere che portava a spasso il cane.
Il mio panettiere ha degli anni, e un po’ di pancia, e intanto che correvo, in salita, ho pensato che il fatto di esser costretto, tutti i giorni, a portare fuori il cane, era una cosa che, negli anni, gli aveva fatto bene, secondo me, al mio panettiere.
Ho guardato il cane, sembrava un cane anziano, “Pensa che pancia che avrebbe il mio panettiere se non fosse stato costretto, tutte le mattine, in questi ultimi dieci anni, a portare fuori il cane”, ho pensato, e mi stavo preparando a salutarlo, solo che il mio panettiere quando siam stati affiancati ha voltato la faccia dall’altra parte non mi ha salutato. Gli ho visto benissimo gli occhiali, ha degli occhiali di plastica trasparnte che, non so come mai, il 9 di agosto, quando ha voltato la faccia per non salutarmi, li ho visti benissimo.
Potevo restarci anche male, solo che ho pensato che il mio panettiere, essendo lui un panettiere, tutte le persone che conosce, ha un sacco di gente, da salutare.
Almeno avesse la panetteria lontano da casa, no, ha proprio la panetteria nel quartiere dove abita e dove, tutte le mattine, da almeno dieci anni, porta fuori il cane, pensa tutta la gente che deve aver salutato, non c’è mica da meravigliarsi, ho pensato, che abbia voltato la faccia, quando ci siamo incrociati.
Però, poteva anche salutarmi, ho pensato intanto che correvo in salita, e come ho pensato così mi è venuta in mente l’opera numero 90 delle Opere complete di Learco Pignagnoli, che fa così: Opera numero 90. «Bottazzi, gli ho scritto che volevo ammazzarmi, e m’ha risposto solo dopo due mesi».
È stato un momento un po’ malinconico, meno male che avevo quasi finito di correre, e dopo dieci minuti ero già seduto nella mia cucina che avevo quasi finito anche di sgocciolare, che quel momento lì che, dopo aver corso, sgoccioli, dev’essere il momento delle endorfine che vengono fuori che si sta benissimo.
Dopo ho fatto la doccia e mi son messo a lavorare non è successo moltissimo, son stato in casa tutto il giorno a lavorare.
L’unica cosa che è successa, che a un certo punto sono andato sul sito dell’edizione di Parma del quotidiano La repubblica per vedere se c’erano delle novità, che essendo io originario di Parma mi interessa molto quel che succede a Parma, e ho visto che c’è stata una protesta di Legambiente per via che il parcheggio delle bici della stazione di Parma rimarrà chiuso per due settimane, in agosto. Che non è una cosa, non so come dire, interessantissima, ma interessantissima mi è sembrata la replica del comune di Parma, che, tra le altre cose, diceva (copio e incollo): «Il Comune e Infomobility hanno messo in piedi ed organizzato un servizio dandone sempre il massimo risalto ma soprattutto ampliando lofferta in termini temporali, di quella che fu sempre stata nel passato. La chiusura del periodo di ferragosto risulta il tempo minimo che veniva attuato anche nel passato ed il momento particolare non aiuta certo a disporre di maggiori finanziamenti per fare diversamente, anche se tutti gli sforzi verranno riposti per i prossimi mesi nelle pieghe del bilancio comunale. Il costo del deposito e della gestione non è infatti assolutamente coperto dai rimborsi richiesti ai cittadini, si conta una perdita annua di più di trentamila euro, ma questo non ha certo fermato lattuale Amministrazione dal perpetuare ed ampliare, ove possibile, un servizio così utile e necessario».
Ecco, ho pensato, e mi è venuta in mente l’opera numero 169 delle Opere complete di Learco Pignagoli, che fa così: Opera numero 169. «Quando il poliziotto mi ha fermato gli ho detto che io bevo sempre quando guido. Ho visto, ha detto lui. E poi voleva che pagassi una multa di trecento dollari. Cosa? gli ho detto, qua stiamo diventando tutti matti. Tu non sei un poliziotto, sei un matto».

[uscito ieri sul Foglio]