Gogol’ maps sul Foglio

venerdì 11 gennaio 2019

In un saggio di quel libro, Guida a una città che ha cambiato nome, Brodskij diceva che, a Pietroburgo, all’inizio dell’ottocento è nata la letteratura russa, e che, appena nata, la letteratura si è messa a correre dietro alla realtà, e che, «verso la metà dell’ottocento le due cose si sono fuse in una: la letteratura russa, a furia di inseguire la realtà, l’ha raggiunta. A tal punto che oggi – scriveva Brodskij – quando pensate a San Pietroburgo, non potete distinguere quella raccontata nei romanzi da quella reale. Il che è abbastanza curioso per un luogo che conta soltanto duecentosettantasei anni di vita [Pietroburgo è stata fondata dallo zar Pietro primo nel 1703]. La guida, oggi, – continua Brodskij – vi mostrerà la sede della Terza Sezione della polizia, dove Dostoevskij fu processato, ma anche la casa dove un suo personaggio, Raskol’nikov, uccise a colpi d’ascia una vecchia usuraia».
Ecco, oggi – avevo pensato nel 2016 – ci son probabilmente più turisti a vedere la casa dove abitava Raskol’nikov, che a vedere la sede della terza sezione di metà dell’ottocento: è più reale Anna Karenina, oggi – avevo pensato – delle sue contemporanee in carne e ossa di allora, e mi era tornato in mente quel che diceva il grande specialista di Tolstoj Viktor Šklovskij quando scriveva che «Quello che c’è scritto in Anna Karenina è più vero di quel che scrivono sui giornali e nelle enciclopedie».
Allora siamo partiti.

[Domani, sabato 12 gennaio, dovrebbe uscire, sul Foglio, un lungo articolo sul viaggio a San Pietroburgo sulle tracce di Gogol’ e degli altri (clic)]