Fisioterapia

venerdì 12 ottobre 2018

Io, sono tanti anni che vado a fare fisioterapia, me l’ha consigliato l’ortopedico di farla, e ho girato parecchi fisioterapisti prima di trovare quello da cui vado ora, e con cui mi trovo bene. Uno dei primi da cui sono stato, era un fisioterapista giovane, avrà avuto, in quel periodo in cui sono stato da lui, grosso modo la mia età, quindi poco meno di trent’anni. La prima volta che sono stato a fare una seduta di fisioterapia da questo fisioterapista giovane, lui mi ha fatto un sacco di domande: voleva sapere se facevo sport, e, eventualmente, quale sport; se lavoravo o se studiavo, e cosa studiavo o che lavoro facevo. Voleva sapere quante ore al giorno stavo seduto e quante ore stavo in piedi. Mi aveva chiesto, anche, di vedere le lastre della mia schiena, io le avevo fatte alcune settimane prima e me le ero portate, me lo immaginavo che avrebbe voluto vederle. E poi, aveva voluto sapere quanto bevevo, e io gli avevo risposto: “Uno o due bicchieri la sera, più o meno”. E allora lui, il fisioterapista, m’aveva guardato, senza dire niente, e m’era sembrato che si aspettasse che aggiungessi qualcosa a quello che avevo già detto, e allora io avevo aggiunto: “Vabbè, quando esco con gli amici qualche birra, anche”. E lui aveva continuato a guardarmi, come se dovessi dire ancora qualcos’altro. Allora io avevo detto, ancora, proprio per essere sincero fino in fondo: “Il fine settimana mi prendo anche un amaro o due, qualche volta”. E poi, dopo che avevo confessato dell’amaro, lui aveva fatto una faccia, m’era sembrato a me, come per dire: “Ho capito”, e m’aveva detto: “Volevo sapere quanta acqua, bevi, al giorno”.

[Matteo Girardi, in Qualcosa n. 3, che presentiamo a Milano il 17 gennaio]