Fedifraga

sabato 30 dicembre 2017

Intanto che andavo in bicicletta alla ferramenta dove mi aspettava Enrica Spadoni in Coltellini, avevo pensato che anch’io sapevo qualcosa di lei che il direttore non sarebbe stato contento di sapere.
Lei, con lo pseudonimo di Antonio Sarti, teneva una rubrica che si intitolava Che ridere, che era un’imitazione della rubrica Risate a denti stretti, della settimana enigmistica, dove scriveva delle cose del tipo:

«Che lavoro fa tua moglie?»
«Insegna».
«In una scuola?»
«No, si appende sui negozi coperta di neon».

Oppure:

«Questo pesce è pieno di spine».
«Be’, sai com’è, nel mare c’è la corrente».

Oppure:

Cosa fai stasera?
Vado in un locale, c’è un gruppo che fa cover.
Di canzoni?
No, ti personalizzano il telefono come vuoi.

Oppure:

Mi chiedi perché ho divorziato? Ti racconto cos’è successo. Un mese fa è stato il mio compleanno. Mi sono alzato la mattina e mia moglie non mi ha fatto gli auguri. I miei figli sono andati a scuola come ogni mattina, e non mi hanno neanche salutato. Sono andato in ufficio, e nessuno dei colleghi mi ha fatto gli auguri. La mia segretaria, appena mi ha visto, ha esclamato: «Auguri, capo!».
Mi sono sentito speciale. Mi ha invitato a pranzo, e abbiamo mangiato, riso e parlato per un’ora. Poi mi ha invitato a casa sua. Appena arrivati, mi ha detto: «Ti dispiace se vado 5 minuti in bagno?». Dopo cinque minuti è rientrata nella stanza da pranzo con mia moglie, i miei figli e tutti i miei colleghi che urlavano «Buon compleanno!». Io ero seduto sul divano. Nudo.

Questa, io, un po’, mi ero meravigliato del direttore che aveva pubblicato questa roba, che non era il genere di cose che pubblicavamo noi, non era our cup of tea, come dicono nelle serie televisive o forse non dicon così chissà dove l’ho sentito.
Poi, alla fine di aprile dell’anno 2017 Enrica Spadoni in Coltellini ne aveva proposta un’altra, questa qua:

Nuova posizione sessuale, toro meccanico
1. Metti la tua ragazza a pecorina;
2. Penetrala piano piano;
3. Avvicinati al suo orecchio;
4. Dille il nome di un’altra;
5. Cerca di restare attaccato otto secondi alla bestia.

Ecco, questo era un po’ il segno che era già un po’ turbata, quella signora lì, che questa cosa qua, su Emilia Today (il vostro quotidiano preferito) era impossibile pubblicarla, difatti il direttore l’aveva rifiutata.
Dopo, i primi di maggio dell’anno 2017, stavo facendo un servizio sui tifosi del Bologna, ero andavo a vedere in un forum in rete, di tifosi del Bologna, un forum dove non si parlava solo di calcio e di Bologna, si parlava di tante cose, e in una discussione che si intitolava Barze vecchie e nuove, o qualcosa del genere, c’erano tutti i Che ridere di Antonio Sarti. Anche il toro meccanico.
Che io, quando me ne ero accorto, avevo pensato “Ecco vedi. Che fedifraga”.
Fedifraga era una parola che usava mia mamma per dire vigliacca. E a me mi era rimasta in bocca: fedifraga.
E allora, quando mi ero accorto che aveva copiato le battute dal forum dei tifosi del Bologna, quella fedifraga, mi era sembrato di avere qualcosa contro di lei, una specie di arma che mi metteva in una posizione di superiorità.
E adesso che andavo in bicicletta verso il ferramenta di via Porrettana dove mi aspettava, era un momento che quel che lei aveva contro di me, non c’era paragone, rispetto a quel che io avevo contro di lei.