Famosissimi professori di secondo piano

martedì 9 maggio 2017

E come si può creare una lingua? Chi crea la lingua?

Mettiamola così: il linguaggio di Gogol’ è più linguaggio del linguaggio. Ma è linguaggio. Il linguaggio di Tolstoj è linguaggio. Come faccio a saperlo? È semplicissimo: quando consegno i dattiloscritti dei miei lavori alle case editrici, ogni volta che riporto delle citazioni di Tolstoj scrivo sempre, a fianco: «Tolstoj». Altrimenti il correttore o il redattore mi cambierà sicuramente qualche parola. E quando Tolstoj era vivo, con tutto il rispetto che si aveva per lui, gli facevano fino a duemila correzioni in un libro. E quello che correggeva non era certo uno stupido. Il fatto è che Tolstoj scriveva nella lingua del futuro, nella lingua che sarà. Mentre il correttore non scriveva nemmeno nella lingua del presente, ma in quella del passato. Lo stesso Chlebnikov, con tutto il suo approccio mistico alla lingua, pure viveva nella lingua viva. Ma non si può vivere in una non-lingua, non si può vivere in una lingua di nessuno. È sempre brutta la lingua dei professori… Da noi, sotto lo zarismo, esisteva una specie di commissione teatrale, composta di famosissimi professori di secondo piano. Ecco, erano loro i carnefici che torturavano il corpo delle opere di Čechov.

[Viktor Šklovskij, Testimone di un’epoca. Conversazioni con Serena Vitale, Roma, Editori Riuniti 1979, pp. 92]