Eh

domenica 6 gennaio 2019

«Il signor cappellano militare vi ha descritto a me come un imbecille di prima forza, ed io ritengo che non ha certo sbagliato».
«Fo umilmente notare, signor tenente, che il signor cappellano non si è affatto sbagliato. Quando io servivo nelle truppe di linea, fui riformato per idiozia, anzi, per esser preciso, come idiota notorio. Per questo motivo ci congedarono in due, me e per di più un capitano, un certo signor Von Kaunitz. Costui, signor tenente, con rispetto palando, quando andava a passeggio si ficcava continuamente un dito della mancina nella narice sinistra, e uno della manritta nella narice destra, e quando veniva con noi in piazza d’armi, ci faceva allineare come per una sfilata e ci diceva “Soldati, eh, non scordatevelo, eh, che oggi è mercoledì, e domani sarà giovedì, eh!”».

[Jaroslav Hašek, Il buon soldato Sc’vèik, a cura di Clara Bovero, Firenze, La Nuova Italia 1968, p. 72]