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venerdì 23 dicembre 2016

Tatti Sanguineti, Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema, Milano, Adelphi

Un giorno un gruppo di giovani registi e sceneggiatori molto intellettualizzati, molto raffinati ma poco pratici, andarono sul set a raccontare a Totò una storia, un tema con molte parole difficili e anche un po’ astratte. Totò li ascoltò per circa un’ora in silenzio, approvando sempre, finché alla fine disse: «Be’, allora, ragazzi, adesso vogliamo tornare in sé?».

[Tatti Sanguineti, Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema, Milano, Adelphi, 2015, p. 100]