Due mestieri

giovedì 27 aprile 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Naturalmente non rimpiango d’aver baciato e mangiato e veduto il sole; mi rincresce d’essermi avvicinato e aver voluto dirigere un po’ il corso delle cose, mentre tutto ha seguito un itinerario stabilito in precedenza. Rimpiango di aver combattuto in Galizia, d’essermi dato da fare con le autoblinde a Pietoburgo, d’essermi battuto sul Dnepr. Non ho cambiato un bel nulla. Adesso, seduto alla finestra, guardo la primavera che mi oltrepassa e stabilisce il tempo che farà domani senza minimamente consultarmi, senza bisogno del mio permesso, forse perché non sono di qui; e penso che in questo modo avrei dovuto lasciarmi scorrere accanto la rivoluzione. Quando si piomba giù come macigni non bisogna pensare; e se si pensa, non bisogna cadere. Ho confuso due mestieri.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 162]