Discorso per i ciechi

venerdì 17 ottobre 2008

Devo scrivere una cosa, da leggere poi il 27 novembre al Mambo, il museo d’arte contemporanea di Bologna, che sarebbe in pratica un discorso in cui si spiega il museo ai ciechi.
Io, per il momento, ho buttato giù due appunti che sono questi:
Come sono io, monomarca e egoista, e con una visuale limitata, senza troppa immaginazione. Autocritica.
Chissà cosa volevo dire.
Invece, l’ultima volta che lo sono andato a visitare, il museo, c’era una mostra che comprendeva una serie di video, tra i quali ce n’era uno che si chiamava Complaints choir che a me è sembrato bellissimo, e ho scoperto poi dopo che alcune cose che c’erano dentro si possono vedere anche in rete, e sono qui.



3 commenti to “Discorso per i ciechi”

  1. bellissimo!! Ci trovo qualcosa di finlandese in tutto ciò, nel video, nelle espressioni dei volti, mi è tornata in mente quella scena da un film di Aki Kaurismaki, in cui la moglie torna a casa e dice al marito (mentre il marito sta facendo le parole crociate) che ha perso il lavoro. Il marito non reagisce – solo qualche secondo dopo le chiede aiuto per la soluzione di una della parola crociate.

  2. Ma dai che meraviglia!
    Corro a comporre il complaint choir per la mia terra. Che sia una maratona?

  3. Li trovo geniali questi complaints choirs.