Diario pietroburghese 2018

lunedì 16 luglio 2018

Anche quest’anno, la prima cosa che ho visto, a Pietroburgo, è un ristorante di una catena di ristoranti italiani che si chiamano Il Patio, che son ristoranti che i russi pensano che in Italia sian molto diffusi ma che in Italia io non ho mai visto, e anche quest’anno mi son ricordato che i russi, negli anni novanta, non so come mai, erano convinti che gli italiani pasteggiassero con l’amaretto di Saronno, e se uno voleva fare, dall’Italia, un regalo a un russo che voleva esser sicuro che gli sarebbe piaciuto, se gli portava una bottiglia di Amaretto di Saronno era tranquillo che andava bene.
E mi son ricordato di quando sono arrivato a Mosca, la prima volta, nell’aprile del 1991, che erano gli ultimi mesi della perestrojka, che sarebbe finita nell’agosto di quell’anno con l’arresto di Gorbačëv, e, in giro per la città, si vedevano i primi negozi privati, eran dei chioschi che vendevano un po’ di tutto e, tra le altre cose, c’erano della bottiglie di Amaretto di Milano, di Amaretto di Verona, che in Italia non avevo mai visto e che non avrei mai più rivisto, credo fossero prodotti a Tula, o a Kaluga, da qualche parte nella provincia russa chissà com’eran buoni.
Anche quest’anno, come l’anno scorso, per il momento.